L’apiario didattico sarà utile per promuovere percorsi didattici e formativi, produzione e vendita del miele urbano, sviluppare il biomonitoraggio e ipotizzare una progettazione del verde urbano che tenga conto della tutela e protezione di una specie animale fondamentale per l’equilibrio ecosistemico
Insieme agli spazi sul terrazzo del Palazzo sarà inoltre concesso l’utilizzo della sala conferenze per lo svolgimento dei corsi didattici di gruppo. La presenza di api sarà denunciata presso gli organi competenti al fine di ricevere un “codice identificativo apiario” che verrà esposto al fine di segnalare la presenza di api a tutti i fruitori della struttura.
Il progetto UrBees, nato nel 2010, propone e sviluppa la cultura e la pratica dell’apicoltura urbana, che negli ultimi anni si è notevolmente sviluppata in tutte le grandi città del mondo: New York, Parigi, Londra, Tokyo etc; la pratica apistica viene insegnata tramite corsi di gruppo, diventando così un aggregante sociale.
“L’uso intensivo di pesticidi e sostanze chimiche”, si legge nella proposta presentata, “causa gravi danni all’ecosistema poiché le api, entrando in contatto con le piante contaminate, vengono gravemente intossicate. Ed è proprio in città che le api possono trovare un habitat alternativo alla campagna, poiché l’inquinamento urbano risulta meno dannoso per le api rispetto ai pesticidi e fertilizzanti chimici; l’impollinazione sarebbe favorita dalla ricca presenza in città di piante e fiori nei balconi, giardini e parchi pubblici. Ciò consentirebbe di contribuire al mantenimento della biodiversità del territorio, poiché le api sono in grado di fungere da antenna dell’inquinamento ambientale e quindi di dare informazioni sullo stato di salute dell’ambiente”.
L’apiario urbano UrBees sarà il secondo apiario sul territorio urbano, dopo quello realizzato nel quartiere Stadio con il progetto LEF 167, gestito dall’associazione 167 Revolution. A luglio scorso è stato invece pubblicato l’avviso pubblico per la realizzazione di un Parco Apiario all’interno del Parco Naturale “Bosco e Paludi di Rauccio”.


