L’originale calendario “Un nuovo vocabolario per la Terra” è disponibile presso il #mulinodicomunità!
Il calendario 2021 di Casa delle Agriculture Tullia e Gino: per ogni mese una parola, sviscerata nel suo etimo, nella sua declinazione valoriale, nella sua messa in pratica.
Il mese di Gennaio con la parola #TERRA.
Terra vuol dire sporcarsi le vesti per coltivare cambiamento.
“Ricurdative cu teniti i pedi ‘ntra la terra ca quista tenimu” (ricordate di tenere i piedi nella terra perché solo questa abbiamo). Nonno Uccio così faceva, parlava per proverbi. Un piede nella terra e uno tra le rughe e la vita. È sempre stato convinto che la terra sappia annullare ogni tipo di differenza, che metta tutte e tutti sullo stesso piano. Diceva che lei dà, ma a lei bisogna anche restituire, essere grati. Diceva che non bisogna mai varcare i limiti della natura, ma saperli rispettare. Questa è l’idea che ci ha plasmato. Con il trattore che nonno Uccio aveva acquistato con i soldi del lavoro da emigrante in Svizzera, quarant’anni prima, abbiamo tracciato il primo solco: autunno 2011. Sapevamo dove volevamo andare, ma non di preciso cosa dovevamo fare. Abbiamo cominciato dal primo, essenziale, bene comune: la terra. Non la terra di nostra proprietà, non la terra migliore, ma la terra degli altri che non la vogliono più, la terra abbandonata, la terra dei margini, quella poco amata, l’eredità fardello. L’abbiamo trattata con cura, come si fa con un cristallo, con la devozione che si deve ad una madre, con la dedizione che si dà ad una figlia. Così, dal niente che avevamo e che eravamo, è venuto fuori tutto. Terra vuol dire sporcarsi le vesti. Terra vuol dire coltivare cambiamento.
Ovunque, nel circondario, oggi spuntano spighe. In questi anni, a Castiglione e dintorni, sono tante le varietà cerealicole recuperate e reintrodotte su 15 ettari: Cappelli, Russarda, Maiorca, Saragolla, Strazzavisazz, Gentil Rosso, Farro monococco e dicocco, Miscuglio di popolazioni evolutive, orzo. La sfida è quella di ridare vita alla campagna, coltivandola nel profondo rispetto agronomico e culturale. Ma l’obiettivo è anche quello di valorizzare la comunità di riferimento, investire sulla ruralità e sui suoi valori, tutelare la biodiversità, in ogni significato possibile. E soprattutto, come diceva Nonno Uccio, è includere, contaminarsi, mescolarsi. Con Nadeem, Eric e Mavis e gli altri beneficiari del
GUS Gruppo Umana Solidarietà
venuti da sponde al di là del mare, riscopriamo la libertà di affondare le mani nella terra. Di sperare insieme nella pioggia paziente. Di confidare insieme nel sospiro del sole, ché non bruci la scorza, ché non bruci la pelle. Questa non è la nostra definizione di terra. Questa è la nostra visione della Terra.


