L’iniziativa lanciata dall’associazione ‘Toponomastica Femminile’ vede l’intitolazione di 3 spazi comuni a 3 donne, due delle quali hanno pagato con la vita l’impegno politico e sociale.
Il Comune di Melpignano aderisce alla campagna lanciata dall’associazione Toponomastica Femminile, associazione che fa parte della Rete per la Parità e dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio e la promozione delle iniziative educative e formative del MIUR sui temi della parità tra i sessi e della prevenzione alla violenza, e di intitolare 3 aree verdi del proprio Comune a tre donne di rilievo internazionale e nazionale.
Dal censimento toponomastico nazionale condotto dal gruppo Toponomastica Femminile, risulta infatti che la media di strade intitolate a donne va dal 3 al 5% (in prevalenza madonne e sante), mentre quella delle strade dedicate agli uomini si aggira sul 40%. Dalla constatazione di questo gap sono partite le varie iniziative rivolte sia alla scuola, sia all’intera cittadinanza, attraverso concorsi e corsi di formazione, mostre fotografiche e documentarie, convegni e conferenze, performance, itinerari turistici in ottica di genere e pubblicazioni.
Abbiamo accolto questo invito e deciso come Amministrazione di intitolare 3 aree verdi del nostro Comune a 3 donne, due delle quali hanno pagato con la vita l’impegno politico e sociale per un mondo migliore.
Vittime di femminicidio, delle violenza becera e cieca perpetrata da chi non accetta l’altro. Da uomini piccoli come frammenti di specchi, capaci solo di essere il riflesso della propria vigliaccheria. Viviamo in un mondo basato su rapporti di forza, sulla prevaricazione dell’uno sull’altro, su una concezione della donna che non le riconosce il diritto di essere persona e dunque, come tale, libera. Libera di scegliere, libera di pensare, libera di agire indipendentemente da chiunque le sia accanto; coraggiosa e capace di ribaltare i tavoli con la forza della propria intelligenza, quella sì, l’unica di cui non avere mai paura!
Tre aree verdi per far rinascere la memoria, far crescere la coscienza e la consapevolezza, insieme ai fiori che sbocceranno e, ogni anno, rinnoveranno l’impegno di questa Comunità a mantenere vivo il ricordo di queste donne straordinarie, affinchè la libertà sia di tutti e non di genere!
A Marielle Franco, giovane politica, sociologa e attivista brasiliana, da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani e delle libertà civili e sociali, portavoce di un femminismo “universale”, uccisa in un agguato dopo soli 18 mesi dalla sua elezione nel Consiglio Comunale di Rio de Janeiro.
A Agitu Ideo Gudeta, giovane e bellissima donna somala, impegnata nella sua terra contro il fenomeno del Land Grabbing, e giunta, per fuggire dalle persecuzioni, tra le valli del Trentino dove, con fatica, era riuscita a realizzare il suo sogno, avviando l’allevamento delle “Capre felici”. Viene barbaramente uccisa il 29 dicembre 2020, a martellate, nella sua camera da letto dal suo collaboratore, reo confesso, per futili motivi. La storia di Agitu parla di emigrazione, accoglienza, inclusione, valorizzazione del territorio, autonomia e libertà femminile, cura dell’ambiente e del prossimo. E’ un esempio di sostenibilità ed integrazione.
A Rina Durante, nata a Melendugno, grande scrittrice e giornalista di rilievo nazionale, uno dei maggiori intellettuali che si sono interessati della cultura salentina e pugliese nel Novecento. Profondamente legata alla sua terra, si è impegnata da sempre nella riscoperta e nel recupero delle radici storico culturali ed etnico-musicali di questo territorio, contribuendo alla salvaguardia e alla riscoperta del Tarantismo. Le sue opere, mettono al centro il disagio degli emarginati e degli oppressi, la loro voglia di riscatto, linfa vitale di questa terra “amara e bella”.
A loro questo 8 marzo il Comune di Melpignano intitolerà tre parchi urbani, convinto che questa giornata debba tornare ad essere una giornata di lotta, la celebrazione di un percorso intrapreseo per i diritti delle donne, per una parità sociale e civile, di opportunità, economica e salariale. Vogliamo donne da incontrare, invitare, stimare, non più donne da commemorare!


