Fimp Lecce, Aisas, Codici Puglia, Comitato Lecce Via Cavo, Comitato Salute Ambiente Lecce e Provincia, Fedimprese, Ebti (Ente Bilaterale Terziario Italiano), No al carbone Brindisi, si appellano alle cariche dello Stato
Riceviamo e pubblichiamo in sintesi una lettera aperta che punta i fari sull’inquinamento elettromagnetico inviata da numerose associazioni per la tutela della salute pubblica
“Può costituire un grave rischio sanitario la proposta del governo di innalzare i limiti di esposizione alle radiofrequenze (Rf). Tale proposta, a favore dell’industria e a discapito della salute pubblica e dell’ambiente, prevede l’adeguamento dei limiti italiani a quelli indicati da Icnirp (International Committee on Non Ionizing Radiation Protection). I limiti Icnirp sono basati sulla teoria, largamente superata, che gli unici effetti delle Rf siano legati al riscaldamento dei tessuti (effetti termici). L’opinione di Icnirp non rappresenta quella della maggioranza della comunità scientifica e le valutazioni fornite da Icnirp ai governi sono scorrette e fuorvianti. Si evidenzia che Icnirp non è un ente scientifico bensì una ong, gravata da conflitti di interesse e strettamente legata all’industria militare, elettrica e delle telecomunicazioni.
Le associazioni ApplElettrosmog, Isde Italia, Elettrosensibili (Aie) e Amica (Malattie Intossicazione Cronica e Ambientale), insieme ad altre 25 associazioni (di cui otto salentine) hanno inviato ai presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio, un documento in cui si richiede di:
– mantenere invariati nell’immediato i limiti di esposizione alle Rf;
– ridurre nel breve periodo i livelli di esposizione alle Rf poiché la popolazione è oggi esposta a valori che determinano effetti biologici non termici;
– riportare la misurazione su una media di 6 minuti, fondata sul dato biologico del tempo necessario a dissipare l’effetto termico, anziché sulla media del tutto arbitraria effettuata nelle 24 ore;
– sospendere, in base al Principio di Precauzione, l’implementazione del 5G o almeno l’impiego della tecnologia beam forming.
Solide evidenze scientifiche, accolte anche da diversi pronunciamenti giuridici, sono alla base delle richieste delle associazioni.
In Italia il limite per esposizioni residenziali (più di 4 ore al giorno), è di 6 V/m. Pur essendo più cautelativo rispetto ai valori Icnirp, tutela solo dagli effetti termici, ma non da quelli non termici (che si manifestano cioè senza riscaldamento dei tessuti). Questi ultimi, riportati da centinaia di autorevoli studi scientifici, comprendono rischio di tumori, alterazioni cardiache e del sistema riproduttivo, cambiamenti ormonali, elettrosensibilità, deficit di apprendimento e memoria, disturbi del sonno. Una recente sentenza del tribunale di Aosta, afferma che i livelli di esposizione ai quali si manifestano effetti biologici avversi sono di gran lunga inferiori a quelli indicati da Icnirp.
Particolare attenzione va rivolta ai bambini, ai giovani, alle donne incinte e ai soggetti elettrosensibili. Nel 2019, in contrasto con l’opinione di Icnirp, la Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, afferente all’Oms), ha deciso di rivalutare la cancerogenicità delle radiofrequenze sulla base di recenti dati sperimentali e di studi sui meccanismi d’azione.
Insieme all’Italia, diversi Paesi, tra cui Russia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Polonia, Slovenia, Turchia, Austria (regione di Salisburgo) e Svizzera, hanno adottato limiti più restrittivi rispetto a quelli Icnirp.
Le associazioni salentine che aderito alla lettera sono Fimp Lecce, Aisas, Codici Puglia, Comitato Lecce Via Cavo, Comitato Salute Ambiente Lecce e Provincia, Fedimprese, Ebti (Ente Bilaterale Terziario Italiano), No al carbone Brindisi”


