In una lettera su ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ , Marcello Seclì presidente di Italia Nostra-sez. Sud Salento invita a percorsi più virtuosi per salvare il nostro Pianeta
“(..) La ricorrenza del 22 aprile – scrive Seclì- di ogni anno può e deve essere un’occasione per scrivere, parlare e discutere sulle emergenze ambientali che sempre con maggiore gravità e quantità incombono in ogni angolo del Pianeta e per cui risulta necessario che tali argomenti siano messi ogni giorno all’Ordine del giorno. Su questo fronte la Sezione Sud Salento di Italia Nostra cerca di dare quotidianamente il suo con-tributo, in ambito istituzionale e sociale, sulle più variegate questioni che interessano la provincia di Lecce: il problema dei rifiuti, il consumo del suolo, l’installazione di mega impianti energetici, la realizzazione di infrastrutture impattanti o sovra-dimensionate, l’ampliamento e l’apertura di cave, il contrasto ad impianti inquinanti, la devasta-zione delle coste, il taglio improprio di alberature, gli incendi di aree boscate e la cementificazione delle campagne, questioni che, coniugate con la mancanza di strumenti di pianificazione, rendono il nostro territorio una sorta di “giungla” in cui si può fare di tutto e di più! Durante
questo periodo pandemico alcune attività che causavano alterazioni ambientali si sono bloccate o ridimensionate. Se ciò ha creato indubbi problemi economi-co-sociali a molti lavoratori, peraltro ha determinato un significativo contenimento dei danni all’ambiente, sopra-tutto in quelle attività dove gli assembramenti sono da scoraggiare. In tale contesto molti esponenti politici ed opinionisti hanno auspicato ed auspicano un veloce ritorno al modo di produrre e di vivere del periodo anti-covid: pur comprendendo la gravità della situazione, resta indubbio che questo periodo di “stasi” doveva e deve essere il momento più appropriato per individuare nuovi percorsi di lavoro e di vita sociale in cui la sostenibilità non sia solo una foglia di fico. E ’in questa direzione che le istituzioni devono indirizzare le risorse rivenienti dal Recovery fund, dalla New Generation EU e dai bilanci ordinari dello Stato, delle regioni e degli Enti locali; per questo bisogna nuovi obiettivi di “sviluppo”, ovvero quelli da troppo tempo sbandierati (a partire dal 1992 con la Conferenza di Rio) che sancì i principi dello sviluppo sostenibile, principi che dopo mezzo secolo, ancora stentano di essere attuati. Nell’impossibilità di organizzare un programma di iniziative con il coinvolgimento di vari istituti scolastici, di enti locali e di associazioni, quest’anno la manifestazione non avrà modo di svolgersi in alcun modo. L’augurio è che, a partire dal prossimo anno, le iniziative per la “Giornata mondiale della Terra” in provincia di Lecce possano riavviarsi, magari in un contesto sanitario più tranquillo e con una partecipazione maggiore delle passate edizioni; l’organizzazione – in un certo modo – potrebbe opportunamente ritornare in capo alla Provincia per mezzo della Consulta per l’ambiente che potrà programmare un nuovo ciclo della manifestazioni per contribuire a far crescere la sensibilità dei cittadini e delle istituzioni per la salvaguardia del territorio salentino e del Pianeta”
fonte: Gazzetta del Mezzogiorno


