Presentato l’11 maggio a tutta la comunità il progetto Fo(od)resta – vincitore del bando finanziato dall’Unione Europea “Corpo europeo di solidarietà” e, in particolare, del c.d. “Progetti di solidarietà” dell’Agenzia Nazionale Giovani
Il progetto ha visto la formazione di una decina di partecipanti under 30 su Permacultura (le sue etiche e i principi di progettazione) e Food Forest (gli approcci e gli esempi; il suolo: le varie interazioni, la fertilizzazione, il compostaggio; l’ecologia di una foresta: le successioni naturali, gli strati di vegetazione, la densità della vegetazione, la biodiversità funzionale; la progettazione di una Food Forest; la selezione delle specie; la pacciamatura; la propagazione delle piante) e la messa a dimora, in una porzione del Parco Melissa Bassi (Trax Road) concessa all’associazione per un anno tramite Delibera di giunta e firma di Protocollo di intesa con il Comune di Lecce, di alberi da frutto (tra cui peri, albicocchi, noci, noccioli, percochi, gelsi, melograni, fichi, feijoe ecc. scelti, principalmente, tra le varietà antiche) e alberi e arbusti da supporto (tra cui eucalipti, lentischi, more, timo, carissa macrocarpa, lippia repens ecc.) sotto la guida del coach Giuseppe Sannicandro
Il progetto “Fo(od)resta” nasce dalla volontà di (ri)valorizzare il quartiere Kolbe-San Giovanni Battista (ex 167) del Comune di Lecce, luogo dove l’associazione di promozione sociale Fucina Salentina ha sede. Nello specifico, l’oggetto della (ri)valorizzazione è il già citato Parco Melissa Bassi, situato appunto nella “167”, periferia – intesa sia come luogo fisico che sociale – del Comune di Lecce e parte di un contesto urbano che negli anni è stato caratterizzato: – dalla presenza di una criminalità organizzata e comune; – da un tessuto socio-culturale in prevalenza popolare; – dall’assenza di centri di aggregazione culturali e ricreativi. In seguito alle diverse inaugurazioni, il Parco è stato ed è oggetto di atti di vandalismo. Nonostante questo, risulta essere un luogo utilizzato dalla comunità locale alla quale si vuole offrire un contesto rivisitato, in chiave di sostenibilità/rigenerazione ambientale e umana, di cui la comunità stessa sarà la principale fruitrice.
In un quartiere in cui esistono già degli orti e un apiario urbani (sensibile, quindi, alla tematica), il desiderio è quello di restituire alla comunità locale una risorsa di cibo sano e gratuito di cui poter usufruire (con l’idea di prendersi anche cura dello spazio naturale e urbano).
L’azione verrà, quindi, perseguita in ottica comunitaria e di cittadinanza attiva ma anche ambientale, secondo i principi della Permacultura, quindi, rispettando ed entrando in sinergia con natura e ambiente. La creazione di una Food Forest restituisce un modello di gestione delle aree verdi e di coltivazione che riduce la necessità di input esterni e di interventi di manutenzione basandosi sull’imitazione del funzionamento degli ecosistemi naturali. Le piante della Food Forest oltre a fornire ombra e ossigeno, e a fissare la CO2 contrastando il riscaldamento globale, forniscono cibo ai/alle cittadini/e, biodiversità e habitat per gli animali. Come fonte di cibo, la Food Forest rappresenta un elemento di resilienza per la comunità locale oltre a fornire un’opportunità.


