Si tratta del primo evento del CSV in presenza in provincia di Brindisi dopo la pandemìa
“In questo delicato momento storico di lacerazioni nel tessuto sociale – dice Rino Spedicato – segnato da un incremento delle vecchie e nuove povertà, il volontariato è impegnato, con altri soggetti del sociale, istituzionali e non, ad “organizzare la speranza” e a sostenere le persone che fanno più fatica a vivere la vita. Le associazioni di volontariato e le reti locali e nazionali, con il supporto dei CSV, hanno promosso progetti ed azioni per dare risposte concrete ad una crisi che ha messo in ginocchio un Paese, in modo particolare il nostro Sud. Ci rendiamo conto, però, che la solidarietà ed il volontariato seppur decisivi, da soli non sono sufficienti, anche perché al volontariato e al terzo settore più in generale, si stanno affidando molteplici compiti che dovrebbero essere dello Stato, in quanto tipicamente “pubblici”. Un’immagine potrebbe riassumere il nostro pensiero sull’argomento: se una persona chiede un pezzo di pane, i volontari si fanno in quattro per procurarglielo. Ma è compito dello Stato fare in modo che quella persona non abbia più bisogno del nostro pezzo di pane. Lo abbiamo ribadito in varie circostanze: occorre vigilare, anche dopo l’emergenza socio-sanitaria in corso, affinché lo Stato non suoni la ritirata rispetto alla tutela delle fasce sociali più deboli, alla costruzione del welfare generativo, all’attuazione dei piani sociali di zona e più in generale a quelle che un “grande” Sindaco di altri tempi, Giorgio La Pira, indicava come vero banco di prova per la politica e per le istituzioni: “le attese della povera gente”.


