Prevenzione, inclusione e qualità della vita al centro delle iniziative promosse da FAND – Associazione italiana diabetici e Assimprenditori
Promuovere la piena integrazione delle persone con diabete nel mondo del lavoro, contrastare lo stigma e diffondere la cultura della prevenzione: sono questi gli obiettivi al centro del protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi tra FAND – Associazione italiana diabetici e Assimprenditori.
L’accordo rappresenta un passo importante verso un modello di società più inclusivo, in cui la persona con diabete venga riconosciuta come risorsa e non come limite. Le due organizzazioni lavoreranno insieme per promuovere iniziative nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione alla prevenzione, ai corretti stili di vita e al supporto nella gestione della patologia.
In Italia, infatti, si stimano circa 4 milioni di persone con diabete, a cui si aggiunge un ulteriore milione di casi non diagnosticati. Numeri che rendono evidente l’urgenza di interventi mirati, soprattutto considerando l’impatto della malattia in termini sanitari, sociali ed economici. Una gestione consapevole del diabete, unita a stili di vita sani, può però consentire una vita pienamente attiva, anche in ambito lavorativo.
«L’obiettivo è favorire la piena consapevolezza della malattia e una gestione corretta che permetta alle persone con diabete di contribuire allo sviluppo della società», ha dichiarato Manuela Bertaggia, sottolineando l’importanza di ridurre complicanze e costi sociali attraverso comportamenti proattivi e informazione.
Sulla stessa linea Giuseppe Samà, che ha evidenziato come la collaborazione tra imprese e associazioni rappresenti «una strada concreta per contrastare quella che è ormai una vera e propria emergenza».
A questo importante quadro nazionale si affianca l’impegno sul territorio dell’Associazione Salentina Diabetici ODV, che invita cittadini, istituzioni e operatori a partecipare alle iniziative locali dedicate all’informazione e alla sensibilizzazione sul diabete.
Un’occasione per approfondire temi fondamentali come prevenzione, alimentazione e qualità della vita, ma anche per costruire una comunità più consapevole e inclusiva, in cui salute e lavoro possano convivere senza barriere.
L’invito è aperto a tutti: perché solo attraverso la conoscenza, il confronto e la collaborazione è possibile affrontare con efficacia le sfide poste dal diabete e migliorare il benessere collettivo.


