Domenica 12 aprile la vernice della mostra: un viaggio materico tra silenzio e condivisione nel cuore del Giardino d’Inverno.
LECCE – Esistere, oggi, è un atto di rumore. Eppure, c’è chi sceglie la strada inversa: quella di una presenza sottile, tattile, quasi silenziosa. Michela Del Tinto torna a interrogare lo spazio e l’anima con la sua nuova mostra d’artista, “Essere nel Mondo”, che troverà la sua dimora ideale presso l’Alveare di Lecce. Il titolo del percorso espositivo, “Quietitudine Informale”, suggerisce già una dichiarazione d’intenti: una ricerca estetica che rifugge la rigidità della forma per abbracciare la libertà della materia.
L’appuntamento è fissato per domenica 12 aprile, alle ore 11:00. Non sarà una semplice inaugurazione, ma un incontro corale. Ad aprire i lavori sarà l’introduzione di Pina Nuzzo, seguita da un momento di riflessione condivisa che vedrà protagoniste l’artista stessa e Eliana Forcignanò. L’obiettivo è chiaro: non lasciare lo spettatore solo davanti all’opera, ma accompagnarlo dentro la “visione” di un percorso che si fa esperienza collettiva.
L’ambientazione gioca un ruolo fondamentale. La mostra si svelerà nel Giardino d’Inverno dell’Alveare, uno spazio che promette di trasformare la fruizione dell’arte in un momento conviviale, dove il confine tra chi osserva e chi crea si fa più sottile, quasi informale. Le opere in mostra – caratterizzate da una forte componente materica e tonalità calde che richiamano la terra e la memoria – sembrano voler ricucire lo strappo tra l’interiorità dell’individuo e la complessità del mondo esterno.
L’esposizione non sarà un evento fugace. Dopo l’inaugurazione, la mostra resterà visitabile durante tutta la settimana su appuntamento (contattando il numero 347.8880007), offrendo così la possibilità di un approccio più intimo e meditativo alle opere.
Il sipario su “Quietitudine Informale” calerà domenica 19 aprile alle ore 11:00, ma anche il finale sarà un inizio: una riflessione collettiva per tirare le fila di un percorso che, prima di essere artistico, si propone come profondamente umano. In un’epoca di distrazioni costanti, l’Alveare e Michela Del Tinto invitano alla sosta. Una sosta necessaria per tornare, finalmente, a essere nel mondo.


