Venerdì 10 aprile, presso il Castello Aragonese, un incontro pubblico organizzato dal Club per l’Unesco per abbattere pregiudizi e costruire una comunità realmente inclusiva.
OTRANTO – Non è un’utopia, ma un obiettivo civile necessario: trasformare la percezione dell’autismo da etichetta clinica a realtà umana integrata. È questo il cuore pulsante dell’evento “La dimensione sociale dell’autismo”, che si terrà venerdì 10 aprile alle ore 17:00 nella prestigiosa cornice del Castello Aragonese di Otranto.
L’iniziativa, promossa dal Club per l’Unesco (CPU) di Otranto in occasione del mese della consapevolezza sull’autismo, nasce con l’intento di squarciare il velo dei luoghi comuni attraverso la conoscenza diretta e l’ascolto. L’imperativo è chiaro: “Prima la persona, poi la diagnosi”. Parlare di “dimensione sociale” significa infatti spostare l’attenzione dal singolo al contesto: è la società a dover rimuovere le barriere architettoniche e mentali, creando opportunità concrete di crescita e partecipazione.
L’incontro, moderato da Marina Piconese, Presidente del CPU, si aprirà con i saluti istituzionali dell’Avv. Francesco Bruni (Sindaco di Otranto) e del Prof. Pietro Gallo (Dirigente dell’I.C. Wojtyla), a testimonianza di una sinergia necessaria tra amministrazione, scuola e associazionismo.
Il programma degli interventi promette un’analisi multidisciplinare e profonda:
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Neuroscienza e quotidianità: Il Dott. Diego De Matteis, neuropsichiatra infantile dell’Asl Lecce, esplorerà il legame tra neurodivergenza e comportamenti quotidiani.
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Consapevolezza e agricoltura sociale: Elisa Minerva (Progetto AUTopia) porterà l’esperienza della Casa delle Agriculture, mentre la Dott.ssa Marcella Buttazzo racconterà la realtà del Bar Sociale Alimenta, dove il desiderio di inclusione lavorativa diventa realtà.
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Corpo e Movimento: Gli psicomotricisti Rosario e Salvatore Surano (Coop. L’Adelfia) illustreranno come superare i limiti fisici e relazionali.
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Cultura, Arte e Spiritualità: Spazio anche alla dimensione interiore con Anna Petrachi (Ufficio catechistico di Lecce e autrice di “MUM”), che discuterà il passaggio dall’inclusione all’appartenenza, e alla Dott.ssa Valentina De Pasca, editrice e storica dell’arte, focalizzata sulle espressioni artistiche outsider.
Dall’istruzione al lavoro, dallo svago alla religiosità, l’incontro mira a dimostrare che una comunità solidale è possibile solo se si parte dall’ascolto delle famiglie e degli operatori che operano quotidianamente sul campo. La sfida lanciata dal Club per l’Unesco di Otranto è un invito alla cittadinanza tutta: partecipare per capire che l’autismo non è un mondo a parte, ma una parte del mondo.
L’ingresso è libero. Una serata di approfondimento per chiunque creda che la vera civiltà si misuri sulla capacità di accogliere, senza riserve, ogni sfumatura dell’umano.


