Il progetto finanziato, per un importo di 980 mila euro, riguarda la realizzazione del Centro sociale e culturale “Argento”
OSTUNI (Br) – Sono 13 i progetti finanziati in tutta la Puglia nell’ambito dell’Avviso “Puglia Beni Comuni”, la misura regionale che promuove il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Uno riguarda Ostuni. La graduatoria definitiva è stata presentata nella mattinata di oggi, mercoledì 8 aprile, a Bari. Le proposte progettuali ad alto impatto sociale selezionate dalla Regione per trasformare gli immobili sottratti alle mafie in spazi di comunità, inclusione e innovazione sociale toccano diversi ambiti: dalla creazione di servizi socio-educativi agli interventi per il supporto alla genitorialità, dalla nascita di centri civici e culturali alla realizzazione di progetti di co-housing e accoglienza per anziani, donne vittime di violenza, persone con disabilità e migranti.
Si tratta di un’iniziativa che unisce il valore simbolico del riutilizzo dei beni confiscati alla mafia con un’azione concreta di rafforzamento del welfare di prossimità. Un progetto che rappresenta una risposta ai bisogni della comunità e, allo stesso tempo, un segnale forte di legalità e presenza dello Stato sul territorio.
“Questo risultato conferma la qualità del lavoro svolto e la capacità del Comune di Ostuni di intercettare opportunità strategiche per il territorio.” – dichiara il sindaco Angelo Pomes – “Restituire alla comunità un bene sottratto alla criminalità organizzata, trasformandolo in un luogo di servizi, inclusione e socialità, significa dare un senso concreto al valore della legalità e rafforzare il legame con la nostra comunità”.
L’Amministrazione comunale esprime soddisfazione per il traguardo raggiunto e ringrazia i professionisti incaricati della progettazione, il Settore Finanziamenti e l’assessore Fabrizio Monopoli, il Settore Servizi Sociali e l’assessora Emilia Francioso, oltre all’ex assessora Bernadette Giovene, per il lavoro svolto nella fase di candidatura. Con questo intervento, Ostuni si prepara ad avviare una nuova progettualità capace di coniugare inclusione sociale, rigenerazione urbana e valorizzazione dei beni confiscati, contribuendo alla crescita e alla coesione della comunità.
“Sono particolarmente lieto di questa giornata. Doppiamente. Oggi, con al fianco organizzazioni come Libera e Avviso Pubblico e circondato da 13 amministratori locali, sigliamo un patto di collaborazione, profondo e simbolico – ha commentato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro – lo scorso mese, il 7 marzo, è stata la ricorrenza dei 30 anni della Legge 109/1996: la legge che sotto impulso di Libera e delle tante realtà sociali e civiche, ha promosso nel nostro Paese il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie”.
“Una legge che ha ispirato molte legislazioni in Europa e nel mondo che fonda su un presupposto di giustizia sociale e di risarcimento: il patrimonio acquistato con soldi illeciti, sottratto alle mafie, viene recuperato, riaperto e restituito alle comunità, precedentemente vessate e impaurite dalle famiglie criminali proprietari. Dove prima c’era controllo del territorio, oggi c’è apertura. Dove c’era esclusione, oggi c’è inclusione. Dove c’era paura, oggi torna la comunità”.


