Dopo lo sciopero della fame di Serravezza, il vertice a Bari traccia la rotta: prima l’agibilità tecnica, poi l’integrazione nella rete sanitaria pugliese.
Il lungo e sofferto stallo che ha tenuto in ostaggio il Centro Ilma di Gallipoli-Alezio è ufficialmente terminato grazie a un tavolo tecnico decisivo svoltosi a Bari tra l’assessore regionale alla Sanità, Rocco Pentassuglia, e i vertici della Lilt di Lecce. La svolta arriva dopo giorni di altissima tensione, segnati dallo sciopero della fame del fondatore Giuseppe Serravezza e dalle dimissioni del direttivo, una prova di forza necessaria per strappare alle istituzioni un cronoprogramma certo e operativo. Il documento d’intesa delinea una rotta precisa che parte dall’ottenimento dell’agibilità dell’immobile, un passaggio burocratico fondamentale affidato al Comune di Gallipoli, propedeutico alla successiva istanza di accreditamento istituzionale presso la Regione Puglia. Questo iter consentirà finalmente alla struttura di essere inglobata nella rete sanitaria pubblica, collaborando attivamente con Asl Lecce e Ares per definire i servizi di cura e prevenzione da erogare ai pazienti. La presidente Simonetta Pepe ha ribadito l’urgenza di non sprecare l’immenso patrimonio di fiducia e risorse investito dai cittadini salentini, sottolineando come il Centro Ilma debba diventare un’eccellenza della prevenzione oncologica territoriale. L’impegno assunto da Pentassuglia di “riempire di contenuti” l’opera rappresenta una vittoria per il fronte trasversale di sindaci e politici che ha sostenuto la causa, ma resta alta la guardia affinché la velocità burocratica rispetti il sacrificio di chi ha costruito questo presidio dal basso e attende ora risposte concrete dalla Sanità regionale.


