Cinema

MI CHIAMO CASA&PUTEA
E SONO NATA nel 2018 a Gagliano del Capo in provincia di Lecce
OGNI GIORNO allestisco set cinematografici per riprendere i sentimenti di questa terra, i suoi ricordi in super8. 

LE MIE PAROLE

di Pablo Neruda – Nuda – dal film Il Postino

«Non le ho detto niente. La guardavo e m’innamoravo», dice Mario a Pablo …all’amore c’è rimedio, dice Pablo e Mario risponde: «No, no! Che rimedio, Don Pablo! Io voglio stare malato».
Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l’estate in una chiesa d’oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t’addentri nel sotterraneo del mondo.
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:§
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.
Casa&Putea è un’associazione di promozione sociale, nata come associazione nel 2018 dopo la riforma degli Enti del terzo settore. Nasce da un’idea vincente di Francesco Gianquinto, Andrea Settembrini e Gabriele Licchelli premiati da un bando PIN nell’ottica dell’innovazione sociale. Ognuno ha una professione e un lavoro, uno di loro è psicologo invece gli altri due soci fondatori sono professionisti nel settore cinematografico. 
L’Aps nasce dall’idea di creare un luogo di incontro per la memoria del territorio del Capo di Leuca coniugando insieme le discipline del cinema e della psicologia. Di fatto ha come obiettivi quelli di divulgare la cultura cinematografica psicologica nel territorio di riferimento attraverso una serie di attività, che vanno dall’evento al workshop, alla ricerca e percorsi di gruppi in termini di psicologia del benessere. Due parole invece al ruolo del Capo di Leuca, l’associazione ha sede a Gagliano del Capo ma agisce con collaborazione varie anche con i comuni limitrofi e varie associazioni. Età anagrafica, i componenti sono tutti sotto i 30 anni.  Sono residenti tutti a Gagliano. I soci sono sia in pianta stabile a Gagliano e altri invece con il mestiere che fanno legato al cinema sono in giro per l’Europa e rientrano spesso anche qui durante l’anno per girare. Si spostano spesso. 
Questa associazione non è un luogo di lavoro perché ognuno svolge le sue professionalità, però è quell’avamposto che tiene uniti e legati al proprio territorio per svolgere insieme quelle attività culturali che pensiamo non ci siano o che nessuno attiva. 
Noi abbiamo una componente interessata al sociale, come percorsi di gruppo , di sviluppo, di eventi, sul tema del benessere interiore e sociale, abbiamo portato avanti diverse attività nel corso degli anni attraverso dei convegni, attività legate ai bambini come campus estivo, attività di  doposcuola,  invece dal punto di vista culturale ci siamo occupati soprattutto di divulgazione cinematografica invitando ospiti che hanno prodotto, girato dei cortometraggi presentati in tutto il mondo, abbiamo fatto un corso di filmaking e vari corsi sul cinema, eventi che invece abbiamo trattato dei temi sociali in maniera divulgativa, come UN FILM TI SALVA LA VITA, e in più un maind the pait lo scorso anno a Corsano con i ragazzi di Contrabbando Speranza un’altra associazione amica,  dal titolo SUPERCAMPO che è consistito in un attività di ricerca di materiale da archiviare che sono filmini delle vacanze, matrimoni avvenuti negli anni 60-70, o filmini che raccontano stile di vita salentina privati, noi ci siamo presi la briga di recuperare in VHS, in SUPER 8 digitalizzarli e di conservali, alcuni sono presenti online  sul nostro sito– ci racconta il presidente. 
Il tema centrale della loro attività è la MEMORIA, da diversi approcci interdisciplinari. I punti di forza dell’associazione sono le competenze dei ragazzi, il fatto che sono riusciti a canalizzare un rapporto di amicizia tra di loro decennale, sono cresciuti insieme, cercano sistematicamente di canalizzare le loro competenze ed impiantarle in un territorio che conoscono da quando sono bambini e che sanno quali sono le povertà del territorio. Stanno tentando di lavorare sui motivi che li hanno spinti ad andare via da questa terra essenzialmente,  Gianquinto a questo punto ci aggiunge “ vogliamo mettere dentro, le cose che abbiamo appreso fuori e riportarle per colmare il gap del territorio di appartenenza e quindi il nostro punto di forza è che abbiamo amici che hanno studiato ovunque e si sono diventati esperti dello scibile umano, diciamolo cosi, abbiamo contatti, pressioni di vari luoghi dappertutto in Italia e non solo, cerchiamo di creare sinergie cercando di riportarle qui in qualche modo. La criticità qual è? Il fatto che non abbiamo una potenza di una PROLOCO, che può essere banalmente di un circolo sportivo banalmente, dove si coinvolgono numerose persone , perché la nostra è una proposta che vuole essere aperta a tutti ma parte da un certo tessuto culturale, che a volta non riusciamo ad azzeccare un target preciso nonostante abbiamo cercato di fare attività con adulti, anziani e bambini nonostante siamo giovani nei nostri eventi, però ce ancora un po’ di distacco dovuto al fatto che facciamo delle attività che a volte può essere definita di nicchia, gli eventi non hanno avuto grande pubblico ma la qualità è molto alta, la vedo un po’ così”.
Noi siamo alla ricerca di una serie di ingredienti, e noi abbiamo fatto un po’ di tentativi vari, sappiamo che se si offrono servizi mancati tipo alle famiglie, ai bambini raccogliere un po’ di persone non è difficile, però poi rimarrebbe quella distanza rispetto a quello che ci siamo prefissati di apportare nel nostro territorio, che comunque è importante, c’è un modo per poter raggiungere le persone, ma a volte raggiungere le persone non vuol dire i soci attivi all’interno dell’associazione, pertanto c’è un po’ quella differenza tra un socio che presenta un servizio e un socio che emette un servizio, c’è un po’ questa cesura. Quello che posso dirvi che c’è un forte senso  di appartenenza nei confronti delle identità del fuori sede, colui che è stato fuori, colui che andrà fuori si riconosce molto, un senso di appartenenza territoriale diverso rispetto a chi invece non è andato mai fuori a vivere per un certo periodo la propria vita, l’identità del fuori sede da sempre ha forse una propensione alla ricerca, al comprendere, ma ha quella identità salentina, del Capo di Leuca che è forte,  e proprio su questo forte senso di comunità dovremmo creare una forte base di appartenenza a questo tipo di associazione che poi può tradursi come servizi che offri in generale alla popolazione che abita il  territorio. 
“Casa&Putea è un’associazione giovane, con un spirito molto tradizionale ma è conservatrice e progressista al tempo stesso. È questa un po’ l’anima da ricercare in questa associazione, un’anima fatta da fuori sede che non è la tipica associazione migranti, cerca di aggiungerci contenuti che per forza di cosa devono essere interdisciplinare che possono avere come collante la passione sul territorio anche se si è costretti, anche perché spesso di questo si tratta, a stare da un’altra parte. Dunque, tra le attività, noi abbiamo fatto una presentazione di un testo scritto da me pubblicato come edizioni Casa e Putea dal titolo “ Più anni e meno danni nel capo, a chi appartiene il nostro futuro”, ci spiega l’autore del libro – è un testo che è declinato così, la prima parte è un’analisi demografica del territorio del Capo di Leuca, a partire dai dati dall’ambito sociale territoriale però analizzati da un punto di vista psico-sociale e si evidenziano due categorie di età su cui ci siamo concentrati, uno che i residenti fuori sede che mancano nel territorio anche se a volte compaiono tra i numeri perché hanno la residenza ancora qui a casa dei genitori, e l’altro è invece degli anziani over 65 che popolano gran parte il territorio e quindi il testo si declina come stesura delle esigenze dell’una e dell’altra popolazione e anche come nella parte finale come proposte di intervento che si possono fare a livello comunale a livello associativo che possano  dare delle risposte a questa classe di popolazione che noi diciamo abbiamo come fulcro della nostra attenzione social”.   
Ma cosa vi aspettate? Che le risorse primarie ci siano sia per le persone che sono qui e per coloro che vogliono rientrare, speriamo comunque in una forza dal territorio, di mettere insieme queste risorse. Poi di per sè il territorio è un campo vergine in molti settore e quindi può essere di ispirazione per chi vuole mettere in essere un’idea imprenditoriale   innovativa, un’idea che vuole testare qui prima di portarla altrove poiché vuole un campo di inserimento, anche se mancano di più i posti di lavoro indipendente. Per un giovane, per forza di cosa occorre parlare di lavoro perché è quella l’età giusta dell’autonomia, indipendenza, mentre dal punto di vista dell’anziano che presenzia in gran parte sul territorio ci sono altri esigenze, esigenze che offrono a molti giovani di creare servizi alla popolazione anziana che è presente sul territorio in gran parte.
La comunità d’appartenenza vede questi ragazzi abbastanza bene, nonostante si crede che non sono stati appieno compresi. La comprensione maggiore l’hanno avuta da una popolazione giovanile, scambiare maggiori opinione, l’offerta dei corsi che hanno posto come rilassamento della memoria, altri corsi di benessere personale rivolta ad un pubblico più adulto anziano. Senza dubbio ci vuole tempo per raggiungere un certo tipo di cambiamento. 
“Il volontariato è strumento di cambiamento, di crescita di collante del territorio, ma prima di tutto è strumento di espressione della democrazia sostanzialmente, del fatto che il cittadino deve avere un ruolo attivo nella società, non possiamo continuare a lamentaci che qualcosa manca all’infinito e soprattutto se abbiamo le capacità di fare noi quel qualcosa, un conto è se dici che manca questo servizio ma non lo so fare, ma se osservo qualcosa che manca e potrei farla io ho il dovere oltre che il diritto di provare a farlo e l’altra espressione è quella che e un po’ usuale quando si parla di volontariato che è molto forte è che da solo sicuramente non riusciresti a sollevare una macchina ma in 10 persone una macchina si può sollevare e quindi è quello un po’ l’idea dell’aggregazione sociale, qua mi collego alla domanda chi te lo fa fare? avere un progetto insieme a degli amici, ad un progetto che nasce sostanzialmente da un’amicizia e includere nell’amicizia dialoghi, discorsi, cosa possiamo dare alle persone, come facciamo a far crescere questa associazione, questa idea, senza aspettarci nulla da altri ma garantendo le nostre menti e braccia, e una motivazione interna al gruppo, non è qualcosa che ci aspetta qualcosa mai”. Chi me la fa fare, è molto specifico se non facessi questo farei qualcosa altro, e stare con gli amici è la forza più grande.
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