Bellezza

MI CHIAMO COPPULA TISA
E SONO NATA nel 2004 a Marina Serra – Tricase, in provincia di Lecce
OGNI GIORNO: promuovo la bellezza materiale e immateriale, proteggo il paesaggio e l’ecosistema, tutelo il bene comune

LE MIE PAROLE

di Gianluigi Gherzi – Bellezza

La bellezza arriva,
nel momento in cui non la puoi più nominare.
Perché t’assale da tutte le parti, da ogni ruga di scoglio,
dalla coda di un cane, da ogni colore dipinto, sul legno delle barche.
Arriva dal mare, che cambia colore
nella danza del sole, nei disegni delle onde,
negli spruzzi di bianco improvvisi
quando saltano sugli scogli, bellezza ovunque
sempre mutante, bellezza degli alberi
arrampicati sulle rocce coi tronchi a forma di vento,
bellezza delle reti che riposano sulle barche
e delle gomme che le riparano.
La bellezza arriva, quando non ha più nomi,
né definizioni per dirla, arriva quando
anche tu sei diventato scoglio onda, barca e luce del sole.
Promuovere lo spirito di iniziativa del cittadino per concorrere in modo consapevole nella produzione e nella tutela del bene comune e della bellezza. È questa la finalità della storica associazione Coppula Tisa, un’associazione pugliese che, tra le altre cose, ha acquistato un immobile costruito abusivamente sulla costa salentina e l’ha abbattuto, restituendo il terreno alla comunità come simbolo della ritrovata bellezza del paesaggio naturale. 
Cittadinanza attiva, tutela del paesaggio e valorizzazione dei beni comuni l’associazione prende il nome di Coppula Tisa nel 2006 all’indomani di una singolare campagna sulla bellezza da un comitato di cittadini già attivo in numerose vertenze ambientali sul territorio.Prendiamo il nome dell’associazione dal personaggio di un fumetto, una lucertola tutta salentina che osserva e vigila sul mondo: Coppula Tisa, ci raccontano i co-fondatori Carla Quaranta e Geremia De Giuseppe mentre siamo seduti su un divanetto di pallet frutto di un lavoro fatto da volontari in occasione di un laboratorio di riuso e riciclo qui nella sede a Marina Serra, fronte mare e immersi tra muretti a secco, gatti, monti e tanto verde. Un posto icona di bellezza, aggiungerei. L’autore del fumetto, Norman Mommens,- aggiunge Geremia- “ecologista, fiammingo d’origine, aveva eletto il Salento come suo luogo di vita e di ricerca della bellezza. Questo fortunato incontro segna per tutti noi, un nuovo punto di vista rispetto al ruolo del cittadino nella tutela del territorio e nella battaglia comune a favore della legalità e dell’armonia
La mission:  “sin da subito è stata quella di stimolare e promuovere lo spirito di iniziativa del cittadino per concorrere in modo consapevole nella produzione e nella tutela del bene comune e della bellezza, contribuendo attraverso la valorizzazione in rete delle proprie energie interne e tramite un sistema solidale e plurale di relazioni, alla ricerca di risposte al bisogno comune di felicità, praticando un nuovo e positivo modello di empowerment del cittadino che lo renda capace di contribuire (attraverso l’autonoma iniziativa e la presenza) al benessere sociale, alla qualità e alla sostenibilità della vita sul proprio territorio.  “Ingentilire, risvegliare le coscienze e l’amor civico per definire una nuova identità civile, un modo altro di “pensare” e “abitare” i luoghi di tutti, di produrre ricchezza e innovazione dentro un sistema di relazioni governato dal principio della reciprocità e del rispetto della persona, questo è quello che continuiamo a fare con passione e amore”, ci spiega Carla.
Dove sono: la casa di Coppula Tisa è il Celacanto, un’ex casa cantoniera situata lungo la litoranea Otranto- Santa Maria di Leuca, a Marina Serra di Tricase. Dal 2004 viene sottratta, grazie all’infaticabile lavoro dei volontari, allo stato di abbandono e incuria in cui allora versava, diventando la sede di numerosi esperimenti di cittadinanza attiva. Dieci anni più tardi la Provincia, proprietaria del bene, inserisce l’immobile nell’elenco dei beni pubblici da alienare. Nasce così il progetto “Celacanto bene comune” e la sua valorizzazione come struttura per l’ospitalità solidale e la sperimentazione di buone pratiche.
Le azioni collettive:Demolito un immobile simbolo del brutto: la prima azione di Coppula Tisa. Il 21 luglio 2005 alle ore 9,00 – una data che non si scorda facilmente, una data che ha segnato il cammino dell’Associazione e di molti cittadini che poi sono diventati attivi e attenti al proprio territorio, un’azione concreta e decisiva che ha segnato il destino di tanti di noi, sognatori del bello e del giusto”, ci dice Giuseppe Geremia. 21 luglio 2005 entrano in azione le ruspe e i martelli pneumatici nel territorio di Tricase, in contrada Mito, per buttare giù il rustico, da tempo abbandonato, di una villetta semiabusiva di circa 100 metri quadrati. Costruito su un terreno di oltre 3.000 metri quadri, l’immobile si erge a due passi dall’antica Torre del Sasso, compromettendo lo splendido paesaggio sulla serra costiera. Si compie così il primo proposito della lucertola salentina, alla guida del progetto promosso da un comitato di cittadini, con il fine di promuovere un cambiamento culturale nella percezione della bellezza dei luoghi, a partire da questo Monte, con una Torre vedetta sul Sasso, in un’area denominata Il Mito. L’azione, ispirata alla celebre vignetta “Il paradiso è bello ma l’inferno purtroppo è più comodo”, risuona nella coscienza collettiva come monito di riscatto dal brutto, assumendo il valore simbolico di corale condanna all’illegalità e un esempio di opportunità di riscatto.
L’ intensa attività del comitato Finis Terrae, costituito nel 2004 da un gruppo di cittadini, lavora ancora oggi per sensibilizzare l’intera comunità in un appassionato dibattito culturale sul valore della bellezza e sulla tutela del paesaggio. Il primo obiettivo della campagna l’individuazione, l’acquisto e la successiva demolizione dell’immobile simbolo del degrado. La scelta cade su una piccola costruzione in contrasto con l’identità culturale del luogo e per questo emblematica di una responsabilità storica collettiva sull’uso del territorio e sulla generale perdita di senso della bellezza. Tantissimi i sostenitori che da tutta Italia e anche dall’estero rispondono all’appello, permettendo, grazie alla sottoscrizione popolare la raccolta di 80.000 euro, per l’acquisto del bene e con esso il diritto di godere e di disporre in modo pieno ed esclusivo. La scelta di abbatterlo, il nostro esempio.
Quello di Coppula Tisa è un vero e proprio “condono morale”. Dopo l’acquisto è stato di fatto necessario sanare le precedenti irregolarità urbanistiche dell’immobile, in parte ancora abusivo, dialogare con le Istituzioni pubbliche da noi interpellate e coinvolte. Coppula Tisa, converte nella scelta di rimuovere il brutto, il condono edilizio in un condono morale e restituisce armonia all’intero paesaggio: un gesto di civiltà che ci riscatta tutti.
Riconquista del paesaggio alla comunità e donazione del terreno alla Regione Puglia restituito alla sua antica poesia e bellezza, il terreno viene riconsegnato al beneficio della collettività e donato dalla lucertola con la Coppula Tisa alla Regione Puglia che, da questo momento, ritorna ad essere il garante pubblico della tutela del bene comune, impegnandosi ad apporre un vincolo di inedificabilità assoluta al luogo. E’ questo il momento centrale della campagna, poiché l’obiettivo del progetto non è rappresentato tanto dalla demolizione, che pure ha un valore simbolico, quanto piuttosto dalla costruzione di una nuova cultura della bellezza, intesa nei suoi valori sia estetici che etici. La consegna del terreno avviene nel corso di una cerimonia ufficiale nel Mito, alla presenza del Presidente della Regione Puglia chiamato a controfirmare un documento di impegno con il comitato e a rinnovare l’antico patto tra Cittadini e Istituzioni per la bellezza. La poesia del luogo e la magia dell’accaduto in un breve film di Edoardo Winspeare sulla Bellezza.
Il 27 luglio 2007 a due anni di distanza dall’esemplare demolizione dell’immobile abusivo sulla costa salentina, l’associazione Coppula Tisa prosegue nella sua attività di impegno civico inaugurando con l’adesione della Regione Puglia, il primo PARCO DELLA CITTADINANZA ATTIVA. Ispirata dalla visione di un Parco della Cittadinanza Attiva, Coppula Tisa sperimenta in associazione buone pratiche da osservare e proporre.
Parte così il nostro Osservatorio Partecipante alla ricerca di nuovi spunti e nuove idee da mettere in circolo per praticare, accogliere e diffondere bellezza”.
Ospitalità solidale, laboratori del riuso, percorsi di comunità I laboratori artigianali animano un ciclo di tre residenze e ospitalità di 20 giovani volontari impegnati in un’attività di ideazione e recupero di materiale ligneo proveniente da tabacchifici locali non più in funzione. Le attività di laboratorio di riuso creativo del legno sono finalizzate alla realizzazione di elementi di arredo e di allestimento degli spazi del Celacanto.  Nella formula dell’ospitalità inseriamo in via sperimentale dei percorsi esplorativi del territorio incentrati sulla conoscenza del tessuto sociale fatto di botteghe artigianali, cooperative sociali, associazioni culturali del territorio. Nella scelta dell’itinerario viene privilegiato l’aspetto esperienziale di tipo relazionale capace, quindi, di creare consenso e solidarietà intorno al progetto. Nove gli operatori coinvolti nella rete e un bel bagaglio di cose da appuntare.
«Siamo partiti da un bisogno e da un senso di responsabilità comune, vale a dire valorizzare le nostre esperienze per metterle a servizio di una visione condivisa di programmazione e messa in sicurezza del nostro ambiente e territorio. La cittadinanza attiva, con il variegato mondo di associazioni, rappresenta un capitale umano che, se connesso, funge da straordinario moltiplicatore di protagonismo civico e impegno responsabile».
Con queste parole di speranza e bellezza ci salutiamo, dandoci appuntamento ad un incontro partecipativo che si terrà fra qualche giorno dove si parlerà di Resistenza e di Restanza, neanche a farla apposta, in questo posto che più di altri ci parla di resilienza. 
Un Resistere che sta a significare anche avere ben chiaro che persone si è e in che modo, in che mondo, si vuole vivere. Un Resistere che implica una ribellione alle ingiustizie, alle forme di anti – democrazia che talvolta aleggiano nella scena giornaliera. Lasciamo il posto con un grande insegnamento, cioè che tutti dobbiamo farci partecipi alla vita sociale, alla lotta contro le ingiustizie, dobbiamo essere “partigiani”, cioè parteggiare e difendere libertà e democrazia. Lottare per respirare, lottare per far valere i propri diritti, lottare per ciò in cui si crede, ribellarsi a chi lede diritti e democrazia. I giovani di oggi sono una generazione, che ha solo un’esperienza indiretta dell’oscurità causata dall’ oppressione, ma verso di loro si ha il compito importante di far ricordare e trasmettere il significato di certi valori, raccontando le storie e le esperienze di tutti coloro che hanno dedicato la loro esistenza alla difesa della libertà, all’acquisizione di una coscienza civica e alla realizzazione di una cittadinanza proficuamente attiva. 
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