Ecologia

MI CHIAMO CULTURAMBIENTE
E SONO NATA nel 2005 a Lecce
OGNI GIORNO mi chiedo cosa posso dare alla mia terra, alla mia comunità, cosa posso fare? Osservare, dedurre e agire. Come una zanzara che punzecchia il potere e genera il cambiamento.

LE MIE PAROLE

di Vittorio Bodini – Foglie di tabacco

Tu non conosci il Sud, le case di calce da cui uscivamo al sole come numeri
dalla faccia d’un dado.
Quando tornai al mio paese nel Sud, dove ogni cosa, ogni attimo del passato
somiglia a quei terribili polsi dei morti che ogni volta rispuntano dalle zolle
e stancano le pale eternamente implacati, compresi allora perché ti dovevo perdere:
qui s’era fatto il mio volto, lontano da te, e il tuo, in altri paesi a cui non posso pensare.
Quando tornai al mio paese nel Sud Io mi sentivo morire.
Viviamo in un incantesimo, tra palazzi di tufo, in una grande pianura.
Sulle rive del nulla mostriamo le caverne di noi stessi – qualche palmizio, un santo
lordo di sangue nei tramonti, un libro lento, di pochi fatti che rileggiamo
più volte, nell’attesa che ci dia tutte assieme la vita
le cose che crediamo di meritare.
Culturambiente nasce nel 2005 da un gruppo di amici di derivazione scout, in parte nata per proseguire il cammino intrapreso e in parte per la voglia di iniziare a dare delle risposte al territorio nello specifico ambito ambientale.
L’intero gruppo di amici hanno frequentato un percorso universitario, ognuno ha studiato in base alle sue predisposizioni, attitudini, ma tutti accomunati dalla voglia di dare delle risposte a diverse problematiche che vedevano di giorno in giorno esistere e mai o in parte superate. Si sono chiesti cosa potevano dare alla propria terra, alla propria comunità d’appartenenza, cosa potevano fare. E da queste miriade di domande, dubbi, punti critici è partita l’idea di creare un’associazione mirata, aventi specifiche finalità. Così nasce l’associazione, da una sfida, una sfida dura e avvincente, riuscire a trovare una sintesi tra chi fa e chi dovrebbe fare, basandosi sul metodo scientifico, ci dice il presidente quello di osservare dedurre e agire. 
Tra le conquiste di questi 15 anni, l’avviamento per la prima volta della raccolta differenziata, il compostaggio e l’uso delle stoviglie durevoli nell’Università del Salento con il progetto Rifiuti Zero in Ateneo e l’introduzione della prima compostiera elettromeccanica di comunità in Puglia nell’ambito dell’iniziativa R.E.T.I. – Rifiuti ed Ecologia per l’Ambiente e il Territorio. Nasce da questa esperienza, inoltre, il progetto di riduzione dell’impatto ambientale degli eventi che ha portato alla nascita della certificazione volontaria “Ecofesta Puglia”, vincitrice nel 2012 del bando Smart Cities and Communities and Social Innovation del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Informazione e sensibilizzazione, progettazione sostenibile ed educazione ambientale: sono questi i temi che hanno segnato quindici anni di attività sul territorio. Un esempio di come il volontariato sia capace di produrre economia alternativa, ispirata ai principi di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. È da questa esperienza, infatti, che nasce nei primi mesi del 2015 CulturAmbiente Group, un network di tre realtà non profit costituito dall’omonima organizzazione di volontariato, dall’associazione di promozione sociale E.M.S. – Ente Modelli Sostenibili e dalla neonata cooperativa di lavoro InnovAction.
La zanzara che punzecchia il potere e genera il cambiamento simbolo di CulturAmbiente onlus negli anni è cresciuta e si è trasformata in un incubatore di idee e progetti innovativi per la riduzione dell’impatto ambientale di eventi e strutture e per la vendita di prodotti green. Un network che coniuga cultura, sostenibilità e lavoro per costruire insieme un futuro rispettoso della terra e del suo equilibrio adattandosi alle trasformazioni integrando le novità più intelligenti in termini di sviluppo di tecnologie innovative green.
 
Paladini, ideatore dell’associazione ora non più presidente, ci racconta i diversi punti di criticità che hanno accompagnato il cammino, senza dubbio la compattezza del gruppo  “perché gli obiettivi dopo aver conseguito una laurea molti soci hanno iniziato ad essere altri, ad avere altri obiettivi, come la ricerca di un lavoro facendo di conseguenza venir meno il tempo per le azioni volontarie, le idee non sono mai mancate  ma l’impegno ha iniziato ad essere diverso. Questo è stato un po’ la nota critica, passando da 40 soci a meno della metà”
“Il punto di svolta è stato proprio ECOFESTA, perché Ecofesta nasce come attività di volontariato, non potremmo mai dimenticare la prima sagra fatta in via di sperimentazione a Merine alla sagra del grano. Dopo quella iniziativa, ci ha contattato il coordinatore di allora delle sagre del Capo di Leuca Eugenio Cordella che voleva che fossimo presenti in tutte le sue sagre appunto del capo di leuca, dal 2012 andammo in tutte le sagre e da li si è esteso in tutta la provincia e anche oltre e così il passaggio da azione volontaria a lavoro, perché a costo zero non potevamo più farlo visto le spese che ci comportava e le risorse umane impegnavano talmente tanto tempo che non era più cosa di farlo gratuitamente. Un mese intero tutti i giorni, i ragazzi sono stati pagati tutti, proprio uno spin off, anche se la mission e l’eticità dell’associazione è rimasta sempre quella”.
“Quindi con l ‘associazione proseguiamo a fare sensibilizzazione, attività culturali anche nelle scuole invece con Ecofesta facciamo attività nettamente separate dall’associazione. In realtà c’è stata una trasformazione del volontariato, si sono create delle segmentazioni delle attività che sono nate con degli obiettivi e mission mirate alla cittadinanza attiva e consapevolezza collettiva, creando appunto un altro ramo. Abbiamo creato il modello di impianto di Melpignano quel piccolo modello di compostaggio che adesso lo stiamo progettando in Calabria nel Lazio sta anche prendendo piede in altre regioni di Italia, e questo non può che rendersi orgogliosi”. 
“Siamo già a metà dell’opera, prima quando pensavi di proporre qualcosa ci scambiavano per pazzi o visionari, invece adesso c’è una sensibilizzazione maggiore tra i cittadini , istituzioni, adesso hanno capito che queste proposte hanno un fondamento serio. Ora il prossimo passaggio è quello di farlo diventare economicamente vantaggiose, cioè a volte come tutte le cose quando sono nuove costano di più rispetto a quelle che sono già stra prodotte , stra ammortate è chiaro che bisogna portare i prodotti sostenibili prodotti di massa non più di nicchia, ma deve essere accessibile a tutti anche economicamente, devono avere la possibilità di acquistare un prodotto che ha dei canoni ma che è nel prezzo, quindi il mercato deve cambiare rotta, deve intervenire la politica nel disincentivare ciò che è tradizionale rispetto a ciò che è sostenibile. Quello che si sente in giro la via è quella di incentivare il sostenibile, speriamo che si possa andare verso …”
“Se vogliamo continuare a sopravvivere su questo pianeta dobbiamo seguire la strada della sostenibilità, con questo abbiamo anche dei margini più importanti per rimanere in questo territorio, perché ci sono più servizi sostenibili, più agricoltura sostenibile, più cibi sostenibili, più prodotti sostenibili, più recupero a filiera corta della raccolta dei rifiuti. Senza dubbio la politica deve intervenire a dare dei supporti, dei sostegni, degli aiuti, tutoraggi, affiancamenti a dare degli spazi per fare queste attività e cosi certo che diventa un ottima politica per rimanere. Secondo me ci sono ampi margini per tutto questo, c’è anche la frontiera dell’edilizia sostenibile, l’edilizia oggi ha intenzione di rimettersi in gioco e riqualificare molto, bisognerebbe guardare al territorio capire la problematica e i bisogni e dare una proposta innovativa, e non andare a cercare spazi e campi già contaminati. Creativà e innovazione, mettere insieme buone pratiche che incastrano in modo giusto ti permettono di mettere qualcosa di nuovo che qualcun altro non aveva pensato. Quello ti permette di navigare più sereno nell’avvio del tuo prodotto, perché se tu neanche parti e ti trovi una concorrenza spietata, anche nel mondo dell’associazioni si crea concorrenza senza mai fare rete.
Ma chi te lo fa fare?  Passione e azione per l’ambiente, amore per la natura da osservare studiare e preservare, è stato sempre questo il nostro cruccio. 
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