Mare

MI CHIAMO EDENO CULTURE & ADVENTURE
E SONO NATA nel 2014 a Corsano in provincia di Lecce
OGNI GIORNO diffondo l’idea di un turismo sostenibile, apro lo sguardo su panorami, percorsi, sentieri, strade da calpestare e scoprire… mi nutro di sale e indico la strada su mappe umane.

LE MIE PAROLE

di Charles Baudelaire – L’uomo e il mare

Uomo libero, amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima
Nel volgersi infinito delle sue onde,
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
L’accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà né rimorsi,
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!
L’esperienza di “Edeno – Culture&Adventure” è un’associazione di volontariato composta da giovani, nasce a Corsano, un paesino di circa 5000 abitanti, hanno aderito ad iniziative di altre associazioni sin dalla tenere età, ma che, non condividendone la mission e l’etica, hanno deciso di staccarsi costituendo una nuova associazione dando spazio anche ad altre tematiche ritenute importanti. 
L’associazione si pone l’obiettivo di:
  • scoprire, esplorare e documentare nuovi luoghi e nuovi modi di viaggiare;
  • diffondere i viaggi e il turismo sostenibile;
  • valorizzare e promuovere il patrimonio culturale e paesaggistico.
Per raggiungere questi fini sono previste le seguenti attività:
  • trekking, escursioni e periodi di vacanze nella natura, insieme a incontri con le popolazioni locali per confrontarsi con la loro cultura;
  • realizzazione di documentari audio-visivi sulle attività;
  • orientamento, mappatura dei percorsi e pubblicazione degli stessi sia in versione cartacea che in digitale;
  • organizzazione e partecipazione a convegni;
  • pubblicazione di articoli su blog e siti internet, riviste, newsletter;
  • l’utilizzo, lo sviluppo e la promozione di hardware e software open source per le attività e obiettivi su descritti.
“I primi anni associativi abbiamo vissuto esperienze che hanno rafforzato il gruppo,  è stata data la possibilità ad ogni socio fondatore di organizzare un’attività/evento (sempre con il supporto di tutti), per non escludere ma includere tutti i partecipanti, quali attività di teatro per bambini, il linuxday per la promozione di software e hardware opensource, il cammino da Brindisi a Matera, il cammino di Santiago…Tutte queste attività hanno rafforzato il gruppo, ci hanno reso responsabili e visibili alle istituzioni che ci hanno dato fiducia nei progetti degli ultimi anni. Dopo un “cammino fuori sede” negli ultimi anni l’associazione infatti  ha concentrato le proprie forze nel Comune di Corsano, grazie anche agli spazi concessi dall’amministrazione che ha aperto le porte alle associazioni  costruendo dei percorsi di collaborazione, ci racconta Danilo Zaia, presidente dell’ETS.
Dal 2015 collaboriamo con il comune per la fruizione dei sentieri delle Vie del Sale: in estate organizzando passeggiate e trekking per turisti sia italiani che stranieri, in inverno programmando gli eventi per la stagione turistica successiva. Abbiamo impaginato e stampato mappe tascabili (distribuite ai turisti che ce lo chiedono), abbiamo realizzato una mappa online che tutti possono vedere dagli smartphone, abbiamo impaginato un libro guida, abbiamo stampato e sostituito n.2 pannelli informativi delle vie del sale perché erano scoloriti o danneggiati, abbiamo organizzato una giornata sportiva di orienteering per avvicinare anche il turismo sportivo: volevamo arrivare ad un “progetto zero”, un progetto iniziale che rendesse più facile l’accesso ai sentieri, e quindi alla cultura rurale e alla storia del nostro territorio. Tutto questo lavoro ci ha portato ad avvicinarci sempre di più al comune e all’ufficio cultura del comune che ha sede in biblioteca; una biblioteca vecchia e poco ordinata, poco accogliente, con pochi utenti, pochi libri e pochi computer. Ci siamo proposti all’amministrazione di riorganizzare la biblioteca presentando un progetto al CSV Brindisi Lecce, che ha finanziato in parte. Il Comune ha accolto la nostra proposta integrando con propri fondi e grazie al tempo cha hanno dedicato i volontari del servizio civile del comune e dei volontari dell’associazione siamo riusciti a dare una forma alla biblioteca e un po’ di ordine: un nuovo scaffale in legno da 7 metri, piccoli ritocchi di vernice, un po’ di pulizia ed ora la biblioteca respira aria nuova. Ci siamo dedicati alla stesura di un nuovo progetto presentato alla fondazione con il sud ma non è stato accettato per esaurimento fondi. Tutto il lavoro svolto negli ultimi anni in collaborazione con il comune di Corsano ci ha portato a due importanti convenzioni: la prima per la gestione di Torre Specchia Grande, bene del comune, poco valorizzato che abbiamo cercato di tenere aperto ai turisti più ore possibili ma senza mai arrivare ad un progetto di apertura vero e proprio; la seconda per la gestione dell’ufficio di informazione turistica del comune (finanziato con fondi sia regionali che comunali) durante il quale abbiamo dato spazio a produttori locali di vino, olio e miele, piccoli artigiani; abbiamo dato “lavoro occasionale” a n.4 giovani laureati e laureandi tenendo aperto l’ufficio di informazione turistica, facendo un book fotografico che potremo utilizzare in futuro per la comunicazione; abbiamo redatto un piano di comunicazione basato sul CUORSANO – cose che fanno bene al corpo e alla mente – quindi dando spazio ad un turismo che valorizza il territorio e non lo sfrutta. Le forze messe in capo sono state quasi sempre le stesse, cooperazione e collaborazione con i più vicini costruendo mattone dopo mattone qualcosa di utile per la comunità. I punti di forza, per la riuscita ed il raggiungimento degli obiettivi, possiamo dire che sono stati:
  • La sinergia con le amministrazioni comunali;
  • La fiducia da parte della comunità;
  • La capacità di auto organizzarsi, anche insieme ad altre associazioni;
Come criticità, sembra strano, ma non sono state la burocrazia o altre tipiche “forme di scusa” per non attivarsi ad aiutare la comunità. Le criticità maggiori sono stati gli atti di contrasto nati da parte di altre associazioni (sono scattate denunce e provocazioni varie) che non solo hanno rallentato l’attività dell’associazione ma hanno, in un preciso momento storico, messo in discussione l’esistenza stessa dell’associazione. Sembra strano, ma si è arrivati ad un fatto dove un ente di solidarietà voleva chiudere un altro ente di solidarietà solo perché l’uno invidioso dell’altro. Innovazioni, le idee, il tempo dei volontari, tutto queste risorse messe in campo sono venute sempre fuori, o alla luce, dopo aver riscontrato un problema, un bisogno della comunità. Il territorio e la comunità ha degli effetti positivi perché portiamo il problema all’amministratore, poi l’amministratore dovrebbe provvedere o spesso è già l’associazione che porta una proposta di soluzione. Quindi siamo un po’ i portavoce del territorio, nel nostro caso per argomenti come il turismo e i sentieri delle vie del sale, della pulizia dei sentieri e della loro accessibilità. Ultimamente si verificano delle sinergie anche tra associazioni (non con tutte), ci si aiuta a vicenda su determinati obiettivi: gli obiettivi che rimangono delle singole associazioni – dando un’identità all’associazione – e, per il loro raggiungimento, vengono coinvolte altre associazioni che sono felici di aiutare perché l’obbiettivo comune è sempre quello di migliorare la comunità. Di sicuro si creano legami più forti con la comunità, legami su tematiche di interesse dell’associazione naturalmente. Allo stesso tempo abbiamo più spazio e voce nei tavoli tecnici e politici, possiamo dare indicazioni facendo notare bisogni reali e quindi ottimizzare la spesa pubblica. La comunità si fida di noi e noi ci fidiamo della comunità, perché la comunità sa o si è accorta che il tempo che dedichiamo lo dedichiamo a lei. Possiamo definirci un ammortizzatore, un elastico che soddisfa dei piccoli bisogni senza l’intervento del pubblico. Es. un turista vuole una mappa tascabile delle vie del sale; a chi chiede? In biblioteca o all’ufficio di informazione turistica. Ma sono entrambi chiusi fino a domani mattina, quindi chiama noi. Noi rispondiamo e rispondiamo loro che possono passare a prendere una copia dalla nostra sede, possiamo mandare loro il link per aprirla con il cell o il pdf per stamparsela da soli. Ammortizziamo con piccoli gesti delle lacune o dei bisogni. 
Tutti questi piccoli gesti sommati, e considerando l’intersettorialità delle associazioni nel nostro piccolo comune, possono davvero rendere più resiliente la comunità perché a darti una mano, a rispondere, non è l’istituzione ma un ente, un’associazione, una persona più vicina.
Di sicuro una comunità resiliente ha una resistenza maggiore agli stress per definizione, considerando che lo spopolamento avviene perlopiù per mancanza di lavoro o perché il lavoro è poco pagato allora capiamo che ci sono in campo dei fattori economici e culturali.
La resilienza può dare una mano a restare al sud, certo. Come associazione, negli ultimi anni, abbiamo sempre più aperto la mente e gli sguardi coinvolgendo nuovi attori nelle nostre attività, es prodotti tipici locali durante i nostri trekking, apicoltori, agricoltori e allevatori, quindi attività che possono avere maggiore spazio di visibilità e vendita e quindi che possono assumere nuovi giovani. Una comunità resiliente è anche quella che aiuta i giovani a mettersi in gioco, ad investire, ma su questo le associazioni come la nostra non hanno la forza di investire soldi ma possono mettere in contatto giovani con altri giovani o con enti privati che hanno la forza di investire. Le associazioni spesso partecipano a progetti che vengono finanziati e che danno lavoro a migliaia di freelance che riescono ancora a restare al sud, che rimangono nella nostra comunità, con la speranza che questi un giorno avranno un fatturato maggiore e costante. Nella nostra piccola realtà associativa in 6 anni abbiamo formato e professionalizzato i soci che poi sono diventati liberi professionisti o collaboratori in altri progetti, es. Giulia è guida turistica abilitata, Alberto è informatico e lavora in modo costante, Vincenzo è un videomaker sicuramente più affermato di prima, Elisa è ormai dipendente e fa teatro ai bambini, io invece (Danilo) ho tante relazioni in più, numeri di telefono in più e forse riuscirò ad aprire questa benedetta cooperativa di servizi al turismo  (sempre se il coronavirus ci lascia in pace).Per coinvolgere partener pubblici e privati in attività o progetti sicuramente c’è bisogno di esperienza, professionalità e competenze. In questo modo si piò partecipare in tavoli tecnici e politici. Di solito per coinvolgere partner in progetti:
  • facciamo notare sempre i bisogni del territorio;
  • descriviamo un obbiettivo comune;
  • proponiamo soluzioni, soluzioni già usate o adattate, soluzioni viste in altre realtà;
  • illustriamo le potenzialità del progetto definendo dei risultati.
È una classica lista di azioni fatta per i progetti ma che fa sempre effetto sui partner perché schematica ed intuitiva. Il ruolo del volontariato per la coesione sociale è un ruolo portante: ci lega alla comunità, rende più professionali e responsabili i soci, aumentano le relazioni tra persone ed enti… ci costruisce una strada, una strada che possiamo poi scegliere se continuare a seguire da volontari o renderla un lavoro e quindi restando nella nostra comunità.
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