Rino Spedicato ha intervistato l’autore, scrittore e volontario
Venerdì 29 dicembre (inizio alle ore 18.00), sarà presentato a Fasano presso l’Università del tempo libero, nella sede dei Portici delle Teresiane “Zollette di zucchero e fiele. Racconti brevi e poesie in agrodolce” di Mino Metrangolo, scrittore e volontario, autore del libro. Si tratta di sei racconti brevi accompagnati da altrettante poesie a tema. Storie piccole come zollette, assaggi di protagonisti immersi in narrazioni dolci con epiloghi apparentemente amari. Una lettura che incrocia realtà, fantasia e storia, con trasparenze autobiografiche. Rino Spedicato, CSV Brindisi Lecce “Volontariato nel Salento” lo ha intevistato.
Questa la sinossi del libro, ma quanto zucchero c’è nei racconti, e quanto fiele?
“Penso che proprio come in una buona ricetta gli ingredienti debbano risultare ben bilanciati, tuttavia il lettore potrà scoprire che con gli occhi dei protagonisti dei vari racconti, dolce e amaro assumono una connotazione e un significato che va oltre la percezione immediata che si può cogliere ad una prima lettura”.
“Rigenesi” è il titolo del primo racconto, ma fa da spalla all’intero libro. Questa “rinascita” è un invito a cogliere la trasformazione nel tuo scrivere?
“Nel 2016 ho esordito nel mondo letterario con una silloge poetica, “STrATI D’ANIMO”. Una raccolta di poesie che lasciano ancora tracce nel mio passaggio alla prosa. In “Zollette di zucchero e fiele” vi è una scrittura fortemente evocativa, sensoriale, dove il “rinnovarsi” è filo conduttore in tutti i racconti. Nel primo dallo sfondo ambientalista con inviti velati al riciclo, al recupero e nei successivi dove l’alba per esempio, che è l’incipit di ogni storia, ci invita a costruire il nostro domani e quello dei posteri, qualunque esso sia, rigenerandoci”.
Cosa è, o chi è il “Sole nel pozzo”, altro racconto del tuo libro?
“È una sfida che lancio al lettore. Sulla scia di quanto detto e di quanto si leggerà prima di quel racconto. Chi sarà bravo a soffermarsi sulle tracce, sui simboli, sugli scenari narrati, saprà riconoscere i protagonisti della storia, anche i testimoni anomali e anonimi di un evento particolare”.
È un libro che riprende tematiche molto vicine anche al mondo del volontariato. Come mai?
“Essenzialmente sono tematiche che esprimono un vissuto, una visione della vita, un sentire il mondo intorno a noi e dentro di noi. Se tutto questo ci porta ad assumere uno sguardo nuovo sulle sofferenze e sulle speranze, anche l’azione del volontariato potrà rigenerarsi ogni giorno, in ogni dove”.


