Sono circa 500 gli alberi messi a dimora nel basso Salento da un gruppo di ‘volontari pionieri’ per contrastare la morte di milioni di patriarchi verdi falcidiati dal batterio della Xylella. Ecco la loro storia
Siamo in Salento, nell’area dei Paduli, un tempo nota come Bosco Belvedere estesa tra i Comuni di Scorrano e Miggiano in provincia di Lecce. Un luogo in principio biodiverso e lussureggiante, convertito nei secoli scorsi alle monoculture e negli ultimi anni duramente colpito, assieme a tutto il territorio della provincia, da un disseccamento rapido (CoDiRO) aggravato dal batterio Xylella, che ha profondamente ferito questa terra, trasformando milioni di alberi da patriarchi verdi in spettri legnosi ed ettari di macchia verde in piane desertiche.
Un gruppo di amici che da tempo desiderava prendersi cura del Territorio, decide di raccogliere questa sfida che sembrava impossibile. Nel gennaio 2020 nasce Manu Manu Riforesta! – MMR! un’associazione che inizia a curare i terreni acquistati, avuti in dono o in affido piantando specie arboree autoctone e ricostruendo con passione e dedizione la biodiversità perduta.
Nasce così, insieme ai primi alberelli messi a dimora, una relazione duratura di cura e apprendimento delle buone pratiche per la terra e per gli ulivi malati.
MMR! progetta le sue azioni collaborando con enti e volontari, contrasta l’impoverimento del suolo e i disastri ambientali. Oggi, a distanza di pochi anni, grazie a questi nuovi pionieri sono state messe a dimora circa 500 piante.
L’associazione continua instancabilmente a operare in attività di sensibilizzazione e divulgazione sul territorio.
MMR! si nutre di bellezza nello scoprire specie rare o effimere ad elevata vulnerabilità, Zone di Speciale Conservazione, habitat particolari e… scenari mozzafiato!
“La mia famiglia di pionieri, Manu Manu Riforesta!”
In pace vixit annos octoginta et instituit arbores quattuor milia.
(Visse in pace ottant’anni e piantò quattromila alberi)
Epitaffio di Dione, Cittadino africano dell’impero Romano, II secolo d.C.

“Non so se ce la farò a piantare 4mila alberi – e se mai raggiungerò gli octoginta – ma è così che vorrei vivere in pace. Di certo, non sono sola. La mia famiglia è quella di Manu Manu Riforesta! e noi piantiamo alberi, ci prendiamo cura degli ulivi ammalati e del piccolo stagno mediterraneo temporaneo con olmeto, Bosco Don Tommaso. La nostra è un’impresa da veri pionieri perché il territorio in cui viviamo, il Salento, sta vivendo una trasformazione epocale, un disastro ambientale mai vissuto a memoria d’uomo. Immaginate, migliaia di ettari di uliveti, milioni di alberi, non hanno più la chioma, sono secchi come spettri e la terra con estrema velocità sta diventando sempre più desertica. Fatta eccezione per i pochi boschetti rimasti – memoria di un Salento che era pieno di foreste fino alla fine dell’800 – e la macchia mediterranea che lambisce la costa, il resto di questa penisola circondata da due mari è una terra in lutto, vestita di marrone-grigio. Abbiamo iniziato nell’inverno del 2019, mettendo a dimora centinaia di alberi per dare forma ad una agro-foresta diffusa – querce, frassini, olmi, pioppi, roverelle, frutti minori, essenze officinali, arbusti della macchia mediterranea – nell’area dei Paduli, un tempo nota come Bosco Belvedere. Siamo dei Pionieri ‘benedetti’, poiché sin da subito abbiamo ricevuto l’aiuto di molti, di tanti che hanno accolto il nostro richiamo ‘Diamo Ossigeno al Salento’ con estrema generosità. Abbiamo ricevuto denaro – per acquisire terreni e tutto ciò che occorre per prendersi cura delle piantagioni – piante, braccia per il lavoro sui campi, ma anche l’aiuto di tanti artisti e creativi che hanno messo a disposizione la propria arte. Ad esempio, grazie alla regista Bruna Rotunno e al danzatore Gabriele Corrado abbiamo prodotto il cortometraggio ‘Canto e Controcanto’, un’opera delicata e potente che ben racconta chi, cosa, come e dove diamo vita al sogno di ricreare la biodiversità (visibile sul nostro canale youtube). Siamo Pionieri fedeli al motto di Norman Mommens, artista fiammingo ma di casa in Salento, “Se risani l’Ambiente, l’Ambiente ti risana!”. Ed è questa fede che ci tiene saldi, anche quando vediamo come sta bruciando il Salento – gli uliveti sono quasi tutti in abbandono, facile preda del fuoco e dei senza cuore che l’appiccano – saldi nell’avere certezza che solo piantando alberi l’acqua delle falde acquifere sempre più prosciugate tornerà ad aiutarci. È così che immagino il mio vivere in pace, piantando alberi, prendendomi cura della terra ammalata, non lasciandomi abbattere dall’apocalisse che mi circonda”.
Ada
Il lavoro che da ‘senso’ nei campi di Manu Manu Riforesta!

“Proprio oggi, come spesso accade la domenica, sono rientrata dopo una giornata di lavori nel terreno Kurmuni, in feudo di Ruffano. Vito passava con la trinciatrice, Mimmo eliminava i piccoli tronchi e i rami secchi sopravvissuti al grande incendio subito l’estate scorsa e Adele, oltre ad offrire caffé e dolci per la pausa, documentava fotograficamente lo stato delle cose nel campo. Mentre io, insieme ai volontari esterni, ammucchiavo il secco delle pulizie, che attende di essere triturato dalla nuova cippatrice per essere trasformato in ottima pacciamatura da spargere nei terreni”
“Dopo una giornata nei terreni di Manu Manu Riforesta!, torno a casa sempre con un senso di benessere. Non solo grazie alle tante attività necessarie per sostenere le nuove piante messe a dimora e gli ulivi già esistenti, ma soprattutto per essermi presa tutto quel tempo per stare all’aria aperta, a godere dello spettacolo delle nuvole nel vento, del volo delle poiane, dei profumi del popolo delle erbe, della luce che non è mai la stessa, della presenza degli amici e dei volontari e di tutti quelli che provano un sentimento per madre terra e sono felici di toccarla a mani nude.
Il nostro progetto ci porta anche fuori dai terreni, per i banchetti di sensibilizzazione, la distribuzione di piantine, gli incontri con le scuole, le camminate nei Paduli che organizziamo per conoscere gli stagni mediterranei temporanei, delicati habitat protetti dalla Unione Europea come ZSC, Zone di Speciale Conservazione.”
Zina D


