“Rispetto al 2022 – è scritto – si è registrato un incremento del 5,4% del numero di assistiti, una crescita che si attesta su valori più contenuti rispetto a un anno fa” ma “il confronto del numero di assistiti 2019-2023 è impietoso: +40,7%“.
Una indagine che, al presidente di Caritas italiana, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, fa dire, nel corso della presentazione, che “i poveri devono essere compito di tutti’. Il Report contiene anche tre focus che fanno luce sulle nuove e sempre più croniche povertà che riguardano in particolare le famiglie con bambini, i senza fissa dimora e gli anziani.
“Complessivamente – spiega il Rapporto dal titolo “La povertà in Italia secondo i dati della rete Caritas” in merito ai 270mila volti accolti – cala l’incidenza delle persone straniere che si attesta al 57,0% (dal 59,6%), anche per il venir meno delle presenze ucraine nel nostro Paese. Nel 2023 si abbassa la quota dei nuovi ascolti che passa dal 45,3% al 41,0%. Si rafforzano invece le povertà intermittenti e croniche che riguardano in particolare quei nuclei che oscillano tra il “dentro-fuori” la condizione di bisogno o che permangono da lungo tempo in condizione di vulnerabilità: una persona su quattro è infatti accompagnata da 5 anni e più. Sembra mantenersi uno zoccolo duro di povertà che si trascina di anno in anno senza particolari scossoni”.
Per quanto riguarda l‘allarme povertà per le famiglie con bambini, il Report offre il dato secondo cui “un bambino su 7 della fascia 0-3 anni è povero in termini assoluti“.
“Nei primi anni di vita – scrivono gli estensori del Dossier – si acquisiscono quelle abilità cognitive, socio-emozionali e fisiche essenziali per la vita futura. Le situazioni di povertà, deprivazione e di esclusione sociale compromettono fortemente tali processi andando a incidere direttamente sulla vita dei bambini e, al contempo, anche su quella dei genitori, riducendo la loro capacità di proteggere, sostenere e promuovere lo sviluppo dei figli. In Italia sono tanti i nuclei con minori in stato di povertà; di fatto risultano i più svantaggiati”.
Un altro fattore che accomuna la gran parte degli assistiti, evidenzia ancora il Report, “è la fragilità occupazionale, che si esprime per lo più in condizioni di disoccupazione (48,1%) e di ‘lavoro povero’ (23%). Non è solo dunque la mancanza di un lavoro che spinge a chiedere aiuto: di fatto quasi un beneficiario su quattro è un lavoratore povero”.
A questo scenario vanno aggiunti i dati sulla crescita dei senza fissa dimora: “Nel 2023 le persone senza dimora sostenute dalla rete delle Caritas diocesane e parrocchiali sono state 34.554, corrispondenti al 19,2% dell’utenza complessiva. Il valore risulta in crescita sia in termini assoluti che percentuali: nel 2022 erano 27.877, pari al 16,9% del totale. Si contano quindi 6.677 persone senza dimora in più rispetto al 2022 e oltre 10.500 rispetto al 2021″. ansa.it
I DATI
Tre i focus nel Report: FAMIGLIE POVERE CON BAMBINI 0-3 ANNI (con Save The Children) | PERSONE SENZA DIMORA | ANZIANI VULNERABILI
:: Comunicato stampa del 19 giugno 2024
«Questo secondo Report statistico si colloca in un tempo particolare, segnato da vicende che toccano le nostre comunità. Da un lato le crisi internazionali che condizionano pesantemente i rapporti tra i Paesi e lo sviluppo di percorsi di pace; dall’altro l’incessante aumento della povertà e la forte incidenza di situazioni di rischio e vulnerabilità. Di fronte a questi scenari la Chiesa continua a sognare e ad affermare un umanesimo autentico, dove ogni essere umano possa realizzarsi pienamente, vivendo in un mondo più giusto e dignitoso», sottolinea il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello.
In termini di risposte, le azioni della rete Caritas sono state numerose e diversificate. Tra gli interventi il 73,7% ha riguardato l’erogazione di beni e servizi materiali (distribuzione di viveri, accesso alle mense/empori, docce, ecc.); l’8,9% l’accoglienza, a lungo o breve termine; il 7,3% le attività di ascolto; il 5,2% il sostegno socio-assistenziale; l’1,7% interventi di ordine sanitario.
«È compito statutario di Caritas Italiana – ricorda il presidente di Caritas Italiana, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli – realizzare studi e ricerche sui bisogni delle persone, per aiutare a scoprirne le cause, per preparare piani di intervento, soprattutto in un’ottica di prevenzione. Questo è l’intento del Report che presentiamo. Una raccolta di dati che è stata realizzata grazie all’impegno degli operatori e volontari dei nostri Centri di ascolto e con la collaborazione delle persone in stato di bisogno che ci hanno consegnato la loro situazione».


