L’istituto ha ospitato una delegazione dell’Arma dei carabinieri e alcuni rappresentanti dell’associazione Unuci, Unione nazionale ufficiali in congedo, di Brindisi
Continuano le iniziative di promozione della cultura della legalità dell’istituto comprensivo “Sant’Elia Commenda”. Lo scorso 29 gennaio, l’aula magna della scuola secondaria “Mantegna” ha ospitato una delegazione dell’Arma dei carabinieri e alcuni rappresentanti dell’associazione Unuci, Unione nazionale ufficiali in congedo, di Brindisi. Il tenente Arpino, comandante del nucleo operativo, ha parlato ai ragazzi di bullismo e cyberbullismo, illustrando, in modo semplice ma molto efficace, i punti cruciali di quello che non è ormai più solo il manifestarsi di prepotenza su chi è più debole, ma assume contorni più gravi nel momento in cui, passando in rete o sui social, tende a dare un’illusione di impunità. Agli studenti, interessati e partecipi, sono state fornite informazioni molto importanti su un uso consapevole e attento della rete, spesso utilizzata senza adeguata conoscenza dei rischi.
Si è parlato anche di libertà, di diritti e di doveri, perché solo dal rispetto degli uni e degli altri si può creare una società migliore. Tante le domande poste dalla giovane platea. I ragazzi si sono mostrati curiosi di conoscere i compiti dell’Arma, le modalità operative dei militari, i rischi di questo lavoro ma anche le ragioni della scelta di entrare nell’Arma. Alcuni di loro sono stati coinvolti in una simulazione di una denuncia effettuata da un cittadino in caserma, seguendone l’iter dalla stesura del verbale alle prime indagini dei carabinieri.
Il tenente ha sottolineato che gli interventi dell’Arma nelle scuole sono volti sempre a favorire lo sviluppo di comportamenti civili e responsabili e portare i ragazzi alla consapevolezza che se il rispetto delle regole migliora la qualità della vita, al contrario i comportamenti scorretti danneggiano i singoli e la collettività nel suo insieme.
“È bello vedere l’Arma dei carabinieri a scuola; – afferma nel suo saluto la dirigente del comprensivo Lucia Portolano – La scuola è il primo presidio di legalità nel quartiere ma non può essere lasciata sola. Si deve attuare una sinergia tra gli enti educativi a partire dalla famiglia e poi dalla scuola e dalle istituzioni che debbono proporre ai ragazzi come scelta di vita il rispetto delle regole, la cultura dei valori e della giustizia”.
Giovedì 30 gennaio, invece, gli alunni della scuola secondaria hanno assistito, presso il loro istituto, allo spettacolo teatrale “In catene”, a cura dell’associazione “EducAttori”, che visita le scuole italiane per parlare alle ragazze e ai ragazzi di bullismo e cyberbullismo, di mafie, violenza e discriminazione di genere. Lo spettacolo proposto parla ai bulli, alle vittime, agli osservatori che si sono trovati ad assistere senza intervenire in alcun modo. “In catene” non è semplicemente uno spettacolo sul bullismo, ma è figlio dell’esperienza e lo è in tutti i modi possibili. Con la visione di tale spettacolo teatrale, seguito da un dibattito stimolato, si intende portare all’attenzione dei ragazzi il messaggio che non si è soli e che c’è sempre una strada per affrontare le difficoltà nei rapporti “difficili”.


