L’associazione manifesta il proprio lutto ogni lunedì dalle 9 alle 13 contro lo sterminio sistematico del popolo palestinese e l’uso del cibo come arma di guerra.
Un silenzio denso di orrore e pena, un lutto profondo che lacera lo spirito. Slow Food Lecce rompe ogni indugio e prende una posizione netta contro quello che definisce «lo sterminio sistematico del popolo palestinese nell’impunità internazionale». In una nota carica di dolore e rabbia, l’associazione condanna senza mezzi termini la situazione a Gaza, descritta come «un simbolo, un portale: l’orrida prospettiva di una realtà impregnata di abuso e ingiustizia, dove la vita umana non ha alcun valore».
«Non è neutralità, non è timore di usare termini forti – si legge nella dichiarazione –. È un boato sordo e continuo causato dal senso di impotenza e dall’insopportabilità dell’ingiustizia». L’associazione punta il dito contro la normalizzazione della violenza, l’indifferenza verso il dolore altrui e, in particolare, l’uso del cibo «come strumento di morte».
Per protestare contro questa «insopportabile realtà», Slow Food Lecce e Slow Food Italia hanno deciso di manifestare il proprio lutto ogni lunedì dalle ore 9 alle 13. Un gesto per ricordare «le donne e gli uomini quotidianamente massacrati dalla fame, dalle malattie, dalle amputazioni, dai proiettili» e per affermare con forza che, di fronte a tutto questo, «essere neutrali non è ammissibile».
Una presa di posizione forte che va oltre la missione gastronomica del movimento, trasformando il cibo in un grido di dolore e un simbolo di resistenza umanitaria.


