A Lecce, un evento per riflettere sulle diverse forme di indigenza vissute dai detenuti. Il presidente del CSV Luigi Conte: “Il volontariato può restituire dignità e speranza”
Prenderà il via venerdì 3 ottobre, alle ore 18:15, presso la Chiesa di Santa Maria della Nova a Lecce, l’evento “I volti della povertà in carcere”, promosso da Matteo Pernaselci e Rossana Ruggiero attraverso un volume e una mostra fotografica. L’iniziativa, realizzata con il patrocinio di numerose istituzioni, vuole dare voce a chi spesso non ne ha, accendendo i riflettori sulle molteplici dimensioni della povertà che segnano l’esperienza detentiva.
La serata vedrà gli autori dialogare con rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo accademico, del volontariato e dell’amministrazione penitenziaria. Tra questi, interverrà anche Luigi Conte, Presidente del CSV Brindisi Lecce Volontariato nel Salento ETS, che ha anticipato alcuni passaggi del suo intervento.
“Dietro ogni volto in carcere – sottolineerà Conte – c’è una storia che parla di mancanze, ma anche di possibilità di rinascita. La povertà non è solo materiale, ma anche educativa, relazionale, affettiva. Il carcere non custodisce solo corpi, ma anche solitudini e ferite”. Il presidente del CSV porterà all’attenzione del pubblico l’importanza dell’azione volontaria come strumento di vicinanza e inclusione: “Il volontariato può essere lo specchio che restituisce dignità e speranza, un ponte tra il dentro e il fuori, tra il passato e un futuro possibile”.
Conte citerà anche alcune esperienze concrete del territorio salentino – come i progetti “Prima Persona Plurale” e “Libere di leggere” – che dimostrano come l’impegno delle associazioni possa contrastare l’emarginazione e favorire percorsi di riscatto. Non mancheranno, infine, riflessioni sulle criticità che ancora ostacolano un’azione continuativa, dalla burocrazia allo stigma sociale.
La mostra fotografica resterà visitabile fino a domenica 5 ottobre, offrendo alla cittadinanza l’occasione di guardare da vicino realtà spesso escluse dall’orizzonte collettivo.
L’evento gode del contributo di diverse realtà del territorio e si propone non solo come momento di approfondimento, ma anche come stimolo per una rinnovata attenzione verso il sistema penitenziario e le persone che lo abitano.


