Il cibo come linguaggio, simbolo e legame sociale. Ritorna, per iniziativa dell’associazione Salento Km0, la rassegna di cinema antropologico “I riti della terra e del cibo”, un percorso tra visioni e saperi per indagare il valore profondo delle pratiche alimentari. L’appuntamento, in programma presso la Sala Consiliare “Sandro Pertini” di Uggiano, cade in occasione della Festa di Santa Lucia, ricorrenza che da sempre intreccia devozione e tradizioni a tavola.
Il pomeriggio si articolerà in due momenti distinti ma complementari, a ingresso gratuito. Si inizia alle ore 17:00 con “Vita e morte in un chicco di grano”, un laboratorio esperienziale a cura di Francesca Casaluci che avrà per protagonista un piatto rituale diffuso in tutto il Mediterraneo: il grano cotto, noto anche come Cuccìa di Santa Lucia. I partecipanti saranno coinvolti nella preparazione collettiva di questo antico piatto, trasformando l’atto cucinare in un momento di riflessione sul cibo come gesto che va ben oltre la sua materialità. Il laboratorio è gratuito con prenotazione obbligatoria al numero 328 6594611.
A seguire, alle ore 18:00, spazio al cinema con “Il giorno più corto che ci sia”, un dibattito e proiezioni curati in dialogo con Rosa Parisi, docente di Antropologia all’Università del Salento. In programma due documentari d’epoca che esplorano il rapporto tra sacro e cibo nella cultura popolare: “La cena di San Giuseppe” (1963) di Giuseppe Ferrara, che testimonia l’antica tradizione siciliana di allestire un pranzo per poveri e orfani con pani votivi, e uno spezzone de “La Festa, la Farina, la Forca” (1979) di Sergio Spina per la Rai, opera che vide la partecipazione di Rina Durante e del Canzoniere Grecanico Salentino.
La rassegna si inserisce nel progetto “Casamassella – Borgo delle Tessitrici”, finanziato dal Ministero della Cultura, ed è realizzata in collaborazione con il laboratorio di antropologia visuale “Luoghi e Visioni” di Meditfilm. Un appuntamento per scoprire come il gesto semplice di preparare il grano cotto possa ancora oggi tenere unita una comunità, cucendo passato e presente.


