Quando la danza racconta la rinascita dell’ulivo e dell’identità culturale
Otranto si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più suggestivi della programmazione natalizia: il 13 dicembre, Otranto Culture presenta lo spettacolo “Sacre radici. La maestà del legno”, progetto firmato Koreoproject con la direzione artistica della coreografa Giorgia Maddamma, sostenuto dal patrocinio del Comune di Otranto.
La scena si trasforma in un crocevia di linguaggi artistici: musica dal vivo, voce, immagini video e danza contemporanea convergono in un’unica narrazione, un intreccio in cui la natura ferita dell’ulivo pugliese diventa simbolo di resistenza e trasformazione. Il legno, colpito dalla xylella ma capace di generare nuova bellezza come materia artistica, si fa cardine poetico della performance, restituendo una storia di rinascita che appartiene alla terra e all’uomo.
«Ogni albero, come ogni persona, ha radici che lo tengono saldo nel mondo», spiega Giorgia Maddamma. «Le radici culturali sono la soglia da cui si parte e riparte ogni percorso. Che si tratti di creare arte o di ricominciare la propria vita, è lì che troviamo la nostra ancora: un legame identitario che impedisce di disperdersi nel mare della non appartenenza. L’arte è una dimensione interiore».
Una riflessione potente, che attraversa l’intero impianto dello spettacolo e ne guida la visione.
Sul palco le danzatrici Sara Bizzoca e Ambra Berni Canani, accompagnate dalle immagini di Fabio Serino e dalla musica e dalla voce di Luca Gemma, restituiranno un racconto corporeo fatto di metamorfosi, memoria e ritorno alle origini.
Lo spettacolo porta la firma di un’artista dalla carriera internazionale. Maddamma, ballerina, coreografa e docente di danza contemporanea presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, ha studiato alla prestigiosa Folkwang Hochschule di Essen diretta da Pina Bausch, respirando l’eredità dei grandi maestri della danza europea. Ha danzato per oltre vent’anni in compagnie tedesche e italiane, insegnato in accademie e università di tutta Europa e collaborato con istituzioni di primo piano, tra cui il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. Con Koreoproject, fondata nel 2005, porta avanti un percorso di ricerca, dialogo culturale e progetti nel campo dell’inclusione sociale, dal festival Uni-Tanz Lecce ai laboratori nel carcere di Lecce.
Sacre radici. La maestà del legno si inserisce in questo solco: un atto artistico che parla alle comunità, interroga il rapporto con la propria terra e invita a riconoscere la bellezza nascosta nelle fratture.
Un appuntamento che promette di trasformarsi in un’esperienza condivisa di memoria e futuro, dove il pubblico potrà ritrovare, nelle vibrazioni del legno e nei gesti delle danzatrici, il respiro profondo delle proprie radici.


