Appello ad associazioni ed enti del terzo settore per segnalare giovani in difficoltà economica: candidature aperte fino al 13 febbraio 2026
È stato riaperto il bando per il progetto di inclusione lavorativa promosso dalla Scuola di Fondazione Barilla, un’iniziativa che da quattro anni offre a giovani in condizioni di fragilità economica un percorso concreto di formazione e inserimento professionale nel settore della ristorazione e della grande distribuzione.
Il progetto è rivolto a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 30 anni che vivono situazioni di disagio economico e sociale. L’obiettivo è fornire competenze professionali spendibili nel mondo del lavoro, accompagnando i partecipanti in un percorso di crescita personale e di autonomia. Per l’edizione attuale sono disponibili dieci borse di studio, assegnate previa selezione a giovani candidati tramite associazioni ed enti del terzo settore che li seguono e li sostengono sul territorio.
Il cuore dell’iniziativa è una scuola di cucina che unisce formazione teorica e pratica, ma il valore del progetto va oltre l’aula. Grazie alla collaborazione consolidata con Esselunga e Megamark, i partecipanti hanno infatti accesso a concrete opportunità di inserimento lavorativo al termine del percorso formativo, all’interno dei punti vendita delle due aziende partner.
Nel corso degli anni il progetto ha costruito una rete ampia e strutturata, coinvolgendo oltre 200 associazioni ed enti su tutto il territorio nazionale. Partner principale dell’iniziativa è la Croce Rossa Italiana, che contribuisce a rafforzarne la dimensione sociale e l’impatto sul piano dell’inclusione.
Le selezioni resteranno aperte fino al 13 febbraio 2026. Gli organizzatori rivolgono un appello alle associazioni e agli enti del terzo settore affinché segnalino e candidino giovani in linea con i requisiti del progetto, offrendo loro un’occasione concreta di riscatto e di futuro.
Tutte le informazioni dettagliate sull’edizione in corso sono disponibili nella presentazione ufficiale del progetto. Gli enti interessati possono inoltre richiedere un confronto diretto con lo staff organizzativo per approfondire modalità e obiettivi dell’iniziativa.
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