Da un proverbio che invita alla solitudine a un progetto che celebra la forza della comunità: ragazzi di tutta Italia chiamati a raccontare storie di impatto sociale.
Dal cuore del Salento nasce Storie al plurale, un progetto innovativo promosso dall’associazione IO POSSO, dall’Istituto Comprensivo Calimera-Martignano-Caprarica (LE) e in collaborazione con edizioni la meridiana, con il supporto di Caroli Hotels, Tre Oceani Sport Center, Cds Hotels e Lalineascritta, che invita i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado a scoprire e raccontare storie di impatto sociale realizzate da gruppi o comunità. L’iniziativa vuole promuovere il valore del noi, incoraggiando gli studenti a esplorare il territorio, confrontarsi in classe, intervistare i protagonisti e scegliere la forma più adatta per il loro racconto, sia esso uno scritto di 6.000–8.000 caratteri o un video di massimo sei minuti. La partecipazione è riservata a gruppi di almeno sei persone o a classi intere, con la supervisione di un adulto referente, e le iscrizioni devono essere inviate entro il 15 aprile 2026 tramite il sito storiealplurale.it. I lavori saranno valutati da giurie specializzate, tra cui Giacomo Visconti, Valentina Giannuzzi, Elvira Zaccagnino per la sezione scritti, e PIF, Fernando Luceri, Andrea Agagiù per i videoracconti. I vincitori riceveranno un weekend in strutture alberghiere della costa salentina con attività sportive, ricreative e la possibilità di conoscere direttamente l’esperienza di IO POSSO, mentre il secondo premio consiste in buoni libro e la pubblicazione dei migliori racconti. Il progetto trae ispirazione dalla storia concreta di IO POSSO, nato dall’idea del salentino Gaetano Fuso (1976–2020), assistente capo della Polizia di Stato e nominato Cavaliere della Repubblica nel 2018 dal Presidente Mattarella, che nel 2015 ha realizzato a San Foca di Melendugno (LE) la prima spiaggia accessibile per persone con gravi disabilità motorie, gratuita e aperta a tutti, replicata successivamente a Gallipoli e Porto Cesareo. Con Storie al plurale, i ragazzi hanno l’opportunità di sperimentare direttamente la forza della collaborazione, imparando che insieme si possono realizzare cambiamenti concreti e duraturi nella propria comunità.


