A Novaglie il primo appuntamento della rassegna targata Associazione Riss e CSV Brindisi Lecce. Presentato il volume di Antonella Nicolì. Prossimo appuntamento il 3 luglio
CORSANO (Lecce) – Il “restare” come l’inizio di una rivoluzione consapevole. Ha preso il 25 giugno , nella cornice naturale e suggestiva di Marina di Novaglie, il viaggio culturale ed emotivo di “IL RESTO CONTA, Storie di R-Esistenza civica”, la rassegna promossa dall’Associazione Riss (Ricerca e Informazione Sociale Salento) insieme al CSV Brindisi Lecce Volontariato nel Salento ETS e con il patrocinio del Comune di Corsano. Il debutto, intitolato “La Memoria come radice”, ha visto al centro un dialogo denso intorno al libro “Il pescatore che sognava la luna” di Antonella Nicolì, un’opera di salvataggio identitario che, partendo dalla figura di nonno Cesarino, si è trasformata nel racconto collettivo di una comunità che difende strenuamente la propria autenticità.
L’incontro ha sancito la necessità di capovolgere la narrazione sui piccoli paesi e sulle marine del Capo di Leuca, non più visti come riserve nostalgiche ma come laboratori di futuro. Ad aprire i lavori con profonda emozione è stato il dott. Luigi Conte, Presidente del CSV Brindisi Lecce, che ha rivendicato l’alleanza strategica con l’Associazione Riss e l’autrice: «Sono emozionato e felice di essere vicino ad Antonella. Insieme abbiamo iniziato questo percorso che abbiamo definito di resistenza civica, dedicato a quelle persone che hanno la capacità di sognare e avere visioni. È un cammino che vuole valorizzare le piccole realtà, che spesso si rivelano le più innovative e vivaci. Nel nostro territorio ci sono tantissime realtà di giovani capaci, risorse enormi a cui dobbiamo dare spazio. Chiediamo con forza alle Istituzioni di aiutare queste energie e auspichiamo che le nuove generazioni abbiano la forza di resistere, affinché i loro sogni possano finalmente diventare realtà».
Il cuore della serata ha vibrato nelle parole dell’autrice, Antonella Nicolì, che ha restituito al pubblico la genesi profonda di un’opera scritta col cuore e con il rigore della ricerca: «Non lo considero semplicemente un libro, ma un taccuino pieno di luce e amore. Volevo compiere una vera e propria operazione di salvataggio culturale: ho raccolto dati, ma rifiutavo l’idea di un prodotto freddo. Ho concretizzato questa intuizione grazie a mio zio e ho voluto mettere al sicuro queste testimonianze come fanno i pescatori quando mettono al sicuro le reti durante la tempesta. Sono sicura che questo testo parli anche di noi, di voi, e che ciascuno possa trovarci un pezzo di sé».
La riflessione si è poi spostata sulla necessità di superare la retorica dei “luoghi del cuore” per offrire risposte strutturali contro l’emorragia demografica: «Oggi amare un luogo abitato è un concetto radicato, ma trovare un posto autentico è diventato difficilissimo. Marina di Novaglie ancora regge, resiste, anche se quel tessuto connettivo degli anni Cinquanta e Sessanta ormai non esiste più. Dobbiamo essere lucidi: non basta considerare un posto come un santuario affettivo per attirare i giovani. I luoghi, per continuare a vivere, devono prima di tutto poter contenere i loro sogni».
Il cantiere della resistenza civica di “IL RESTO CONTA” si sposta ora dal mare alla pietra dei vicoli. Il prossimo appuntamento è fissato per il 3 luglio 2026 nel suggestivo Vicolo San Bartolo a Corsano. Sotto il titolo “Il Futuro come visione”, la rassegna ospiterà il sociologo Stefano Laffi per la presentazione del volume “Immagina. Antidoto contro la rassegnazione”: un dialogo serrato per spingere le nuove generazioni a rifiutare il dogma dell’ineluttabilità e a riappropriarsi, con l’immaginazione civica, del proprio territorio.


