Sono centoquaranta le “parole buone” che compongono un itinerario poetico e civile utile a rileggere la fragilità e la possibilità di trasformazione. Un alfabeto da consultare nei momenti di dubbio e ripartenza.
Centoquaranta “parole buone”, brevi racconti organizzati come un vocabolario esistenziale. Da “Abbraccio” a “Vela”, i testi – nati nell’arco di sei anni – attingono all’esperienza quotidiana delle relazioni, della cura, della fragilità e della meraviglia. Ogni lemma è una soglia narrativa che invita a sostare, a riconoscere il senso nascosto nei gesti ordinari e a ritrovare nel linguaggio uno spazio di umanizzazione. Le sette sezioni tematiche – incontro, profondità, rinascita, prendersi a cuore, divenire, vivere insieme, stupore – compongono un itinerario poetico e civile, in cui le parole aiutano a rileggere la fragilità e la possibilità di trasformazione. Accompagnato da immagini pensate come pause di bellezza e di respiro, il libro si offre come un alfabeto da consultare nei momenti di dubbio e di ripartenza: una riserva di senso a cui tornare.
Sergio Astori. È medico psichiatra, psicoterapeuta e docente alla facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Affida al linguaggio una funzione terapeutica e comunitaria, intrecciando esperienza clinica, sensibilità narrativa e responsabilità civile. È ideatore del progetto Parole Buone, percorso culturale e formativo che promuove cura, ascolto e legami attraverso media, laboratori e incontri pubblici.


