Domenica l’ Acquedotto Pugliese ha accolto Legambiente presso il fitodepuratore di Melendugno, la cui azione ha salvato una zona a rischio desertificazione
L’attività di fitodepurazione nell’impianto di Melendugno avviene attraverso una serie di processi specifici che avvengono naturalmente nelle aree palustri. Con circa otto ettari di estensione, specchi d’acqua per un totale di cinque ettari e sei vasche di depurazione, questo fitodepuratore è tra i più grandi d’Italia. È entrato in funzione nel 2010 e serve anche i comuni di Calimera e Martignano.
“Le zone umide contribuiscono alla lotta ai cambiamenti climatici poiché assorbono anidride carbonica – ha spiegato dalle pagine del Quotidiano di Puglia Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Puglia-. Oltre il 50% delle zone umide del mondo sta svanendo a causa dell’uomo, da qui l’importanza di aree come queste. » un buon esempio quello di Aqp che ha dato vita, grazie alla fitodepurazione, a una zona umida in linea con il tema della giornata: custodisci, valorizza e rigenera.
Per Filomena My, presidente di Legambiente Leverano occorre far conoscere questi luoghi: “Quest’anno – abbiamo scelto di venire a Melendugno per visitare una zona umida artificiale di valenza fondamentale: da un lato permette la depurazione e il riutilizzo delle acque per molti scopi, dall’altro è un’occasione per tutelare il territorio”


