Dopo aver inaugurato “Palazzina Basaglia”, lì dove sorge la sede del nodo Sale della Terra Salento e Alimenta, in via Egidio Reale 61/A a Lecce, un nuovo progetto sta prendendo forma
Alimenta cambia concept per diventare un bar sociale, ovvero un bar/caffetteria gestito da persone con disabilità fisiche e cognitive con l’obiettivo di offrire loro un percorso di formazione e di empowerment che consenta di acquisire competenze operative nel contesto della gestione di un bar.
Il progetto è promosso dalla Rete di Economia civile “Sale della Terra” con il supporto di Incas Caffè, torrefazione di Benevento, che ha fornito macchinari e formazione gratuita, e ha iniziato a muovere i primi passi già dal mese di settembre con diversi momenti di formazione condotti dal docente Carmine Iannone, consulente INCAS caffè, insieme a Simona Donatiello, titolare dell’azienda.
Le prime lezioni hanno riguardato l’arte del caffè (dalla conoscenza della pianta all’uso del macinadosatore, fino alla preparazione dell’espresso), la preparazione dei cappuccini (imparando a posizionare la lancia del vapore e i giusti movimenti per montare il latte) e l’accoglienza dei clienti, con grande coinvolgimento ed entusiasmo mostrati dai partecipanti.
La rete ha lanciato una call in cerca di baristi e pasticceri in pensione che abbiano voglia di affiancare come volontari i futuri baristi insieme ai tutor, in modo da garantire la presenza di professionisti esperti in affiancamento.
Ad ogni modo gli aspiranti baristi saranno sempre seguiti da operatori ed esperti del settore e per consentire una sostenibilità a lungo termine del progetto è stata lanciata una raccolta fondi su Produzioni dal basso, la piattaforma di crowdfunding.
E’ possibile lasciare una donazione a questo link https://sostieni.link/36670
L’inaugurazione ufficiale è prevista per i primi di novembre, nel frattempo gli aspiranti baristi stanno continuando il loro periodo di prova e formazione per accogliere i futuri clienti.
Palazzina Basaglia è un luogo sperimentale di welfare integrato per favorire l’autonomia lavorativa, relazionale, abitativa, sociale, affettiva delle persone con vulnerabilità, con tre spazi differenti per altrettante funzioni: un appartamento – per la sperimentazione di habitat emancipativi e autogestiti o co-gestiti dalle persone in condizioni di vulnerabilità sociosanitaria, come contrasto alla istituzionalizzazione; un bar – per la socialità, l’affettività e l’inclusione lavorativa; un open space per l’orientamento e la formazione.


