Oltre il Mediterraneo tra storie di vita, comunità patrimoniali, archivi e musei narrativi: dal 22 luglio
Entrare in punta di piedi nelle case della gente comune, ascoltare le storie di vita e le memorie, registrarle, archiviarle, restituirle pubblicamente, ci consente di viaggiare all’interno delle comunità recuperando non solo una storia individuale, ma una storia di famiglia, di paese, di luoghi: una microstoria che si interseca alle miriadi di microstorie che compongono la macrostoria. Ricercare le “umane dimenticate istorie”, come scriveva Ernesto de Martino, significa recuperare la propria umanità, rendersi partecipe insieme alle persone ascoltate della fondazione di un mondo migliore.
Nella X edizione della Scuola di Storia delle Tradizioni Popolari saranno oggetto d’indagine, confronto e riflessione i racconti autobiografici e biografici, provenienti da ricerche demoetnoantropologiche, da comunità patrimoniali, ONG UNESCO, musei, archivi e performance artistiche.
Gli antropologi, le comunità patrimoniali, i musei e gli archivi che si occupano di memoria culturale salvaguardano il patrimonio culturale immateriale delle comunità per le generazioni future, contribuendo a migliorare la comprensione del mondo, l’uguaglianza globale e la giustizia sociale; divengono spazi democratizzanti, inclusivi, polifonici che consentono il dialogo tra il passato, il presente e il futuro.
“𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑚𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎 𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑛𝑎, 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑑𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎, 𝑚𝑎 𝑢𝑛’𝑒𝑝𝑜𝑐𝑎, 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑎𝑠𝑎, 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑏𝑏𝑎𝑛𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑣𝑖𝑒, 𝑟𝑢𝑔ℎ𝑒, 𝑞𝑢𝑎𝑟𝑡𝑖𝑒𝑟𝑖.” (Teti, 2022).
𝐋𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨, 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐡𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚, 𝐢 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚, 𝐞 𝐬𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐫𝐢𝐛𝐚𝐝𝐢𝐫𝐥𝐨.
La Scuola di tradizioni popolari rivendica, quindi il suo ruolo oggi, attraverso il suo impegno continuo nella salvaguardia dei patrimoni cosiddetti minori, periferici, che tuttavia, stanno nel mondo, in cui hanno diritto di affermare il proprio valore.
La 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗧𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗣𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶 – 𝗫 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 è organizzata da 𝐋𝐢𝐪𝐮𝐢𝐥𝐚𝐛 – 𝐎𝐍𝐆 𝐔𝐍𝐄𝐒𝐂𝐎 e luogo di interesse storico-antropologico, di ricerca socio-artistica e di cinematografia etnografica per l’identificazione, ricerca, educazione, salvaguardia, valorizzazione e diffusione del patrimonio culturale immateriale.
𝘿𝙞𝙧𝙚𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙨𝙘𝙞𝙚𝙣𝙩𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖
𝐄𝐮𝐠𝐞𝐧𝐢𝐨 𝐈𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚𝐧𝐢, Docente di Antropologia Culturale, Università del Salento. Presidente Onorario Liquilab.
𝐎𝐫𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐮𝐭𝐨, Sociologa e Ricercatrice in Antropologia Culturale. Fondatrice e Presidente Liquilab.
𝐌𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐬𝐢𝐧, Presidente del Cesmil – Centro Studi Minoranze Linguistiche, Docente di Letteratura e Lingua Albanese, Università del Salento.
𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐑𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐮𝐭𝐨, Docente di discipline Pedagogiche e Sociali, Ricercatore in autobiografia. Liquilab
𝐃𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐮𝐜𝐜𝐢, Docente di Antropologia Culturale, Accademia di Belle Arti di Lecce.


