Un’avventura di 1.000 km lungo l’Adriatico per sensibilizzare sulle malattie rare. Folla in festa al Faro di Leuca per accogliere i due speciali ciclisti
Il 30 giugno, alle 15:30, Santa Maria di Leuca ha accolto con un’ovazione Davide Tura, 6 anni, e suo padre Simone, giunti al termine di un’impresa straordinaria: quasi 1.000 chilometri percorsi in cargo bike lungo la costa Adriatica. Scortati dalla Polizia di Stato, i due sono stati celebrati davanti al Faro da una folla commossa, tra coriandoli, palloncini e la colonna sonora del viaggio, “Dade e il Delfino Magico” di Giovanni Cricca.
Un traguardo carico di significato
Presenti le istituzioni locali, tra cui il sindaco di Castrignano del Capo Francesco Petracca e il rettore della Basilica don Stefano Ancora, oltre a una delegazione del Comune di Riccione, da dove era partita l’avventura il 16 giugno. Non sono mancati i volontari della Croce Blu, simbolo del sostegno ricevuto lungo tutto il percorso.
“Un viaggio di speranza e condivisione”
“Vedere Dade felice davanti al mare ha ripagato ogni fatica”, ha confessato Simone, scoppiando in lacrime. “Abbiamo voluto raccontare la nostra storia, ma anche dare voce a chi affronta malattie rare in solitudine. L’affetto ricevuto è stato incredibile: disegni, lettere, abbracci… Questo viaggio è stato fatto di sudore, ma soprattutto di cuore.”
La Storia di Dade: un piccolo eroe con un sorriso speciale
Davide Tura, per tutti semplicemente Dade, è un bambino di 6 anni con una luce negli occhi e una forza che ha commosso l’Italia. Nato con una rara malattia genetica, la sindrome KIF5C, Dade affronta ogni giorno sfide che molti non possono immaginare. Questa condizione, che colpisce il sistema nervoso, limita i suoi movimenti e lo costringe a una sedia a rotelle, ma non ha mai spento il suo sorriso né la sua voglia di vivere.
Simone, suo padre, non si è mai arreso. Invece di lasciarsi schiacciare dalla diagnosi, ha deciso di trasformare la vita di Dade in un’avventura. E così è nata l’idea del viaggio in cargo bike, una bicicletta speciale che permette a Dade di esplorare il mondo accanto a lui. “Volevo regalargli libertà, fargli sentire il vento in faccia, mostrargli posti nuovi”, racconta Simone.
L’impresa “Dade alla ricerca del Delfino Magico” non è stata solo una sfida sportiva, ma un modo per sensibilizzare sulle malattie rare e rompere l’isolamento che spesso vivono le famiglie come la loro. Lungo il percorso, padre e figlio hanno incontrato medici, genitori, bambini e semplici curiosi, trasformando ogni tappa in un momento di condivisione.
Il Delfino Magico è diventato il simbolo del loro viaggio: una creatura fantastica che rappresenta la speranza, la resilienza e la gioia di Dade. Come una metafora della vita, insegue qualcosa di bello, anche quando il mare è agitato.
Oggi, dopo 1.000 km di strada, Dade e Simone hanno dimostrato che nessun limite è invalicabile, e che anche le battaglie più difficili possono essere affrontate con un sorriso e tanta, tantissima pedalata.
Perché Dade, in fondo, non ha solo trovato il suo Delfino Magico…


