Un netto rifiuto dell’”economia di guerra” e della militarizzazione dei conflitti internazionali, unito a una forte critica sociale contro il taglio dei servizi pubblici e il potere delle multinazionali. Sono questi i pilastri dell’appello lanciato dal comitato “Lasciateci in Pace”, nato da un’iniziativa dell’organizzazione non profit “Salento per la Palestina”, che ha indetto un corteo per sabato 13 dicembre nel capoluogo salentino.
La manifestazione, dal titolo emblematico “I nostri governi si preparano alla guerra!“, si propone come un momento di protesta trasversale, che lega le politiche internazionali a quelle sociali ed economiche interne. Secondo gli organizzatori, le potenze occidentali – dagli USA al Canada, dall’Australia all’Europa – stanno alimentando conflitti in tutto il mondo, dall’Ucraina al Sudan, dal Congo al Venezuela, circondando la Cina e minacciando l’Iran, in un’escalation pericolosa. “Lo fanno in Palestina, dove il genocidio continua”, si legge nell’appello, che non usa mezzi termini nel descrivere le azioni della comunità internazionale.
La critica si sposta poi sul fronte interno, dove gli stessi governi sono accusati di aver “fatto la guerra ai nostri diritti” negli ultimi trent’anni. Il comitato denuncia il “devastante” smantellamento del sistema sanitario, pensionistico e dell’istruzione, la riduzione degli stipendi, la delocalizzazione delle imprese e l’omologazione dell’agricoltura locale ai dettami della grande distribuzione. “Hanno consentito alle grandi multinazionali di cannibalizzare il piccolo commercio, togliendo costantemente dignità al lavoro per premiare speculatori senza scrupoli”, prosegue il testo, che accusa anche il “saccheggio” ambientale della terra, dell’aria e dell’acqua.
Il punto di collisione, secondo il comitato “Lasciateci in Pace”, arriva con la richiesta di nuovi “sacrifici” per finanziare la spesa militare, in particolare per “la guerra alla Russia”. Una richiesta che suona come una beffa in un contesto di servizi pubblici in crisi. Viene inoltre contestata la presunta “militarizzazione” della società: “Trasformano le nostre università in centri di ricerca militare, le nostre scuole in centri di reclutamento che portano gli adolescenti in gita nelle caserme: preparano all’amore per le armi i nostri figli perché saranno loro i soldati delle future guerre!”
Il corteo si propone quindi di dire “basta” a questo modello. “Diciamo un grande no all’economia di guerra: vogliamo che i soldi delle nostre tasse servano per dare a tuttə la possibilità di studiare, di curarsi, di migliorare le condizioni di vita, non per finanziare strumenti di morte”, conclude l’appello, estendendo la solidarietà a “quei popoli del mondo che, come noi, cercano una vita serena e dignitosa”.
L’appuntamento è per sabato 13 dicembre, con ritrovo alle ore 15:00 a Porta Napoli a Lecce, da dove partirà il corteo. L’invito a partecipare è esteso a “tutte e tutti”. Per informazioni e adesioni è stato indicato l’indirizzo email: salentoperlapalestina@yahoo.com.
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