Sabato 27 giugno allo Studio “Terapéia” la presentazione di “Confesso che ho amato”
OSTUNI (Br) – Ad Ostuni, una serata dedicata non soltanto alla poesia, ma soprattutto alla memoria di un uomo che ha lasciato un segno profondo nel territorio attraverso la solidarietà concreta, l’impegno civile e la vicinanza agli ultimi. Sabato 27 giugno, alle ore 19.00, presso lo Studio “Terapéia”, in contrada Scopinaro a Ostuni, sarà presentato il volume “Confesso che ho amato”, raccolta di poesie inedite di Tonio Leone, figura storica dell’impegno sociale e politico pugliese. L’iniziativa rappresenta un’occasione per riscoprire il pensiero e la testimonianza di un uomo che ha fatto dell’accoglienza, della nonviolenza e della cooperazione internazionale dal basso il filo conduttore della propria esistenza. Attraverso le sue poesie e i ricordi di chi lo ha conosciuto, il pubblico potrà ripercorrere una vicenda umana che continua ancora oggi a parlare alle nuove generazioni.
Il volume “Confesso che ho amato” raccoglie quarantatré liriche inedite, selezionate da due quaderni manoscritti scritti tra il 1972 e il 1983. I componimenti raccontano le grandi tensioni civili e politiche del Novecento: dalla denuncia delle dittature in Grecia e Cile alla guerra in Vietnam, fino al profondo sostegno alla causa palestinese, offrendo uno sguardo intenso e autentico sulle inquietudini e sulle speranze di un uomo che ha sempre scelto di stare dalla parte degli ultimi.
La presentazione vedrà gli interventi di Zino Mastro, editore del volume, la proiezione di una video-intervista dedicata a Tonio Leone, il contributo di Elena Narracci, insegnante e consulente filosofica, di Adele Nacci e Dario Lacitignola, cofondatori della Casa della Poesia Norah Zapata e direttori artistici dell’Outsider Festival, oltre alle letture curate dagli Sherpa Poetici Karol Colosi e Francesco Lavecchia. Porterà inoltre la propria testimonianza Vinicio Faggiana, amico di Tonio, mentre saranno previsti ulteriori interventi e testimonianze libere. A moderare l’incontro sarà Franco Colizzi, amico di lunga data di Tonio Leone.
Nato nel 1944 e scomparso nel febbraio del 2020, Tonio Leone è stato una figura profondamente radicata nella vita sociale e politica del territorio. Attivista della sinistra, venne eletto consigliere comunale nel 1995 nelle liste del Partito Comunista, senza mai separare l’impegno politico dall’azione concreta a favore delle persone più fragili. La sua storica masseria in contrada Gianecchia, tra Fasano e Cisternino, è diventata negli anni un luogo di accoglienza e di speranza. Qui Tonio Leone ha aperto le porte a centinaia di persone in difficoltà, ospitando 262 giovani italiani, 3 minori in affido, 59 ragazzi provenienti da zone di guerra e 144 bambini palestinesi operati a Betlemme, oltre a numerosi profughi, persone vulnerabili e giovani alle prese con il dramma della tossicodipendenza. La sua esperienza rappresenta ancora oggi uno straordinario esempio di volontariato, francescanesimo vissuto,militanza politica nonviolenta e cooperazione internazionale, capace di trasformare ideali e valori in gesti concreti di accoglienza e condivisione. L’appuntamento del 27 giugno intende proprio restituire alla comunità il ricordo di questa figura speciale, attraverso la forza della parola poetica e delle testimonianze di chi ha condiviso con lui un percorso umano fatto di impegno, coraggio e amore per il prossimo.
Il libro
“Confesso che ho amato” è una raccolta di quarantatré poesie inedite di Tonio Leone, selezionate da due quaderni manoscritti composti tra il 1972 e il 1983. I versi raccontano il suo percorso umano e civile, intrecciando temi universali come la pace, la giustizia, la libertà dei popoli, la solidarietà e la dignità dell’uomo, offrendo al lettore una preziosa testimonianza storica e culturale.
L’autore
Tonio Leone (20 novembre 1944 – 12 febbraio 2020) è stato attivista politico, volontario e instancabile promotore di iniziative umanitarie. Per tutta la vita ha operato a favore dei più deboli, dei giovani in difficoltà, dei profughi e del popolo palestinese. La sua masseria di contrada Gianecchia è diventata un simbolo di accoglienza e solidarietà, capace di ospitare centinaia di persone provenienti da contesti di particolare fragilità. La sua eredità morale continua oggi a vivere attraverso le sue opere, il suo esempio e la testimonianza di quanti hanno condiviso il suo percorso.


