Appello a Regione, Province e Comuni: «Fermare la colonizzazione energetica del Salento e puntare su autoconsumo e pianificazione»
LECCE – Un appello alle istituzioni affinché intervengano con urgenza per regolamentare la diffusione dei grandi impianti fotovoltaici, agrivoltaici ed eolici nel Salento. A sottoscriverlo sono 21 associazioni ambientaliste e realtà civiche, che chiedono a Regione Puglia, Province e Comuni di adottare strumenti di pianificazione in grado di evitare quella che definiscono una “colonizzazione energetica” del territorio.
Secondo i firmatari, la crescita dei grandi impianti comporterebbe un crescente consumo di suolo agricolo, con ricadute sul paesaggio, sull’economia locale e sulla gestione del patrimonio ambientale, favorendo una concentrazione della produzione energetica nelle mani di grandi operatori finanziari.
Nel documento vengono richiamati alcuni dati sulla produzione energetica regionale. Alla fine del 2024, la Puglia avrebbe raggiunto una potenza fotovoltaica installata di 4.161 Megawatt, con un livello di autoconsumo pari al 14,6%. Nello stesso periodo, la provincia di Lecce avrebbe prodotto 1.143 milioni di chilowattora di energia da fotovoltaico, pari al 3,2% della produzione nazionale.
Le associazioni sostengono che questa produzione sia concentrata prevalentemente in impianti di grandi dimensioni destinati al mercato nazionale e chiedono di incentivare un modello fondato sulla generazione distribuita, sull’autoconsumo e su impianti di piccola e media scala.
Tra le principali preoccupazioni figurano anche i progetti in fase autorizzativa. Secondo il comitato, in provincia di Lecce sarebbero in corso richieste per oltre 300 Megawatt. Tra queste vengono citati un impianto agrivoltaico da 67 Megawatt su circa 92 ettari nel territorio di Nardò, nei pressi di Masseria Maramonti, e un secondo impianto da 54 Megawatt, esteso su 117 ettari, tra Corigliano d’Otranto e Cutrofiano, nell’area di Masseria Appidè.
Le associazioni chiedono la costituzione di una task force tecnico-legale, coordinata da Regione e Province, con la partecipazione delle stesse realtà associative, oltre a una revisione del Piano energetico ambientale regionale e alla definizione delle aree idonee per la realizzazione degli impianti, differenziate in base alla tipologia e alla dimensione.
Nell’appello si sollecitano inoltre Province e Comuni a esercitare pienamente le proprie competenze in materia di fonti rinnovabili, risparmio energetico e pianificazione territoriale. Secondo i firmatari, la transizione energetica dovrebbe essere guidata da una programmazione pubblica che concili lo sviluppo delle energie rinnovabili con la tutela del paesaggio, dell’agricoltura e del patrimonio storico e culturale del Salento.
L’appello è sottoscritto da:
- Forum Amici del Territorio E.T.S. di Cutrofiano – Gianfranco Pellegrino
- ISDE – Medici per l’Ambiente, sezione di Lecce – Sergio Mangia
- Zero Waste Italy, Lecce e provincia – Macrina Draetta
- Coordinamento Civico Ambiente e Salute della provincia di Lecce – Alessandra Caragiuli
- NoiAmbiente e Beni Culturali di Noha e Galatina – Marcello D’Acquarica
- Forum Ambiente e Salute – Lecce – Giovanni Seclì
- Nuova Messapia di Soleto – Francesco Manni
- Natural-mente No Rifiuti di Collemeto – Antonio Geusa
- Galatone Bene Comune, Galatone– Sebastiano Zanobini
- Associazione Amanti della Natura di Presicce-Acquarica – Silvia Cino
- Cleanup Surbo Giorgilorio ODV – Bruno De Pascalis
- Salento Km0 APS di Galatina – Francesca Casaluci
- Aria Pulita Maglie – Gianluca Paiano
- Bianca Guidetti Serra – Donato Cardigliano
- Circolo Tandem di Leverano – Walter Tramacere
- WWF Salento – Vittorio De Vitis
- Spazi Popolari – Ivano Gioffreda
- Collettivo No Tap di Melendugno – Gianluca Maggiore
- Salviamo gli Ulivi del Salento – Chiara Scrimieri
- Coordinamento Alberi in Città – Lecce – Maria Cucurachi
- Comitato No Riarmo – Salento – Marisa Seclì


