A Bari il riconoscimento “L’Isola che non c’è per la Pace”. L’associazione rilancia anche la candidatura dei piccoli della Striscia al Premio Nobel per la Pace 2027
L’iniziativa nasce in continuità con la candidatura dei Bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace 2026, proposta che l’associazione intende ripresentare anche per il 2027. Attraverso i loro elaborati grafici, inviati da Padre Gabriel, i giovani palestinesi raccontano il dramma della guerra ma, allo stesso tempo, testimoniano la capacità di coltivare speranza, resilienza e desiderio di un futuro diverso.
Le opere sono state presentate nel foyer del Teatro Petruzzelli di Bari e diventeranno presto una mostra itinerante, con l’obiettivo di raggiungere scuole, istituzioni e comunità, diffondendo un messaggio universale di dialogo e convivenza.
La cerimonia di consegna del riconoscimento è in programma il 6 settembre 2026 all’Hotel Nicolaus di Bari. Gli organizzatori stanno lavorando per realizzare un collegamento in diretta con alcuni bambini della Striscia di Gaza, un momento che vorrebbe rappresentare un ponte ideale tra due realtà lontane ma unite dal desiderio di pace.
Nel documento inviato al Comitato Norvegese per il Nobel, l’associazione sottolinea come i bambini di Gaza siano diventati il simbolo di un’infanzia segnata dal conflitto ma ancora capace di immaginare la riconciliazione. La proposta evidenzia la necessità di riconoscere la sofferenza dei più piccoli, riaffermando il diritto universale di ogni bambino alla vita, alla dignità, all’istruzione e alla pace.
«Il Nobel ai bambini di Gaza – si legge nella candidatura – sarebbe un messaggio universale: nessuna guerra può cancellare il diritto di un bambino alla vita e alla dignità».
Con il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace”, l’associazione rinnova così il proprio impegno nel promuovere una cultura della non violenza, scegliendo di dare spazio alla voce dei più giovani e affidando ai loro disegni un messaggio che supera ogni confine: la pace come diritto fondamentale di ogni essere umano.


