Dal rapporto della Protezione dell’ Ambiente (SNPA) sono 126 gli ettari ‘divorati’ in un anno
Il consumo di suolo della provincia di Lecce, fa riflettere, attestandosi anche anche per l’anno 2020 nella top ten delle province italiane (peggiore in Puglia). E’ quanto emerge dallo studio della SNPA dal titolo “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”
Il territorio salentino nion cede il triste primato nelle classifiche riconfermandosi ai primi posti , anzi aumentando dal 14,2% del 2019al 14,3% del 2020. Lo scorso anno, si legge nei dati di riepilogo riportati dal Quotidiano di Puglia, il suolo consumato è stato pari a 39.360 ettari: 126,3 in più rispetto al 2019. In cima alle cause spicca oltre alla cementificazione anche la devastazione arrecata dalla xylella e gli incendi. Al primo posto Monza e Brianza (40,6%), poi Napoli(34,2%), Milano (31,6%), Varese(21%), Trieste (20%), Padova(18,6%), Treviso (16,7%) e Vene-zia (14,4%). La provincia di Lecce traina la Puglia (8,1%), al quinto posto complessivo a pari merito col Lazio, dopo la Lombardia (12,1%), il Veneto(11,9%), la Campania (10,4%) e l’Emilia Romagna (8,9%).
Lecce ha confermato il negativo primato anche tra le al-tre province, allo stesso modo, interessate dal fenomeno: Bari ha consumato il 9,6%, Foggia 3,6%, Brindisi il 10,8%, Taranto il 9,6%, e la Bat il 7,1%.Le classifiche riguardanti i comuni, hanno confermato iltrend già affermatosi lo scorso anno, con Aradeo scivolato dal terzo al quarto posto regionale(28,2% il terreno consumato),Sogliano Cavour (27,2%), Castro (26,4%), San Cesario di Lecce (26,1%)La velocità del consumo di suolo, pur essendo in leggera flessione ri-spetto all’anno scorso, è ancora molto lontana dagli obiettivi comunitari di azzeramento del consumo di suolo netto, che dovrebbe portarla agli stessi livelli della velocità di ripristino, che attualmente si attesta a 1,37ettari al giorno.
Dati importanti che meriterebbero un’attenta analisi da parte degli organi competenti.


