E’ l’ultimo rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale, un documento che con l’approssimarsi della fine dell’anno, spinge ad una profonda riflessione
L’importante documento, uscito recentemente prende in esame: le statistiche ufficiali sulla povertà, i dati di fonte Caritas, il tema dell’usura e del sovra-indebitamento, la crisi del settore turistico, lo scenario economico-finanziario, le politiche di contrasto alla povertà.
L’obiettivo è di cogliere e di evidenziare, a partire dalle situazioni e dalle storie incontrate sul territorio, elementi di prospettiva e di speranza.
Esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e privati e in particolare delle comunità locali, capaci di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. Tale capacità spesso si è incrociata con le risposte istituzionali offerte a livello nazionale ed europeo, dando luogo a una serie di triangolazioni positive, che hanno evidenziato l’importanza di lavorare in rete, assumendo responsabilità diverse ma condivise.
Qualche dato. Nei primi otto mesi del 2021 sono aumentati del 7,6% il numero di persone assistite dalla rete Caritas in Italia rispetto al 2020, anche se nel post pandemia cala l’incidenza dei nuovi poveri (il 37% del totale). Le persone incontrate per la prima volta nel 2020 ancora in uno stato di bisogno costituiscono il 16,1% degli assistiti. Nel 2021 sale la quota di chi vive forme di povertà croniche (27,7%): più di una persona su quattro è accompagnata da lungo tempo e con regolarità dal circuito delle Caritas diocesane e parrocchiali. E preoccupa la situazione dei poveri “intermittenti” (19,2%), che oscillano tra il “dentro- fuori”.
Nel 2020 la rete Caritas ha supportato 1,9 milioni di persone, una media di 286 individui per ciascuno dei 6.780 servizi promossi o gestiti dallo stesso circuito delle Caritas diocesane e parrocchiali (al cui interno operano oltre 93mila volontari laici e oltre 800 ragazzi in servizio civile). Nei centri di ascolto e servizi in rete le persone incontrate sono state complessivamente 211.233. Delle persone sostenute nell’anno di diffusione del Covid19, quasi la metà, il 44% ha fatto riferimento alla rete Caritas per la prima volta.
Le povertà “inedite” e quelle “croniche”. Nel volume si scoprono anche povertà “inedite”: tra le regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distingue la Valle d’Aosta (61,1%,) la Campania (57,0), il Lazio (52,9), la Sardegna (51,5%) e il Trentino Alto Adige (50,8%).
Con importanti differenze legate all’età: per i giovani adulti di età compresa tra i 18 e i 34 anni le nuove povertà pesano per il 57,7%. La crisi socio-sanitaria ha inoltre acuito le povertà già esistenti: la quota di “poveri cronici” (che frequentano cioè i circuiti Caritas da circa 5 anni) è salita dal 25,6% nel 2019 al 27,5% nel 2020, una persona su 4. L’età media delle persone incontrate è 46 anni. Oltre la metà delle persone che hanno chiesto aiuto (il 57,1%) ha la licenza di scuola media inferiore, percentuale che nel Mezzogiorno arriva al 77,6%. Il 64,9% degli assistiti dichiara di avere figli (oltre 91 mila persone); tra loro quasi un terzo vive con figli minori (pari a 29.903 persone), a significare un livello elevato di povertà minorile.
LA CASA
Rispetto alle condizioni abitative, oltre il 60% per cento delle persone incontrate (63%) vive in abitazioni in affitto, ma c’è anche chi è ospitato temporaneamente o stabilmente da amici (7,4%), chi dichiara di essere privo di un’abitazione (5,8%) o ospitato in centri di accoglienza (2,7%). Le persone senza dimora incontrate dalle Caritas nel 2020 sono state 22.527 (pari al 16,3% del totale), per lo più di genere maschile (69,4%), stranieri (64,3%), celibi (42,4%), con un’età media di 44 anni e incontrati soprattutto nelle strutture del Nord.
SOVRAINDEBITAMENTO E USURA
Già prima della pandemia l’area del sovraindebitamento era aumentata del 53,6% in dieci anni (1 milione e 960 mila famiglie al 31 dicembre 2016). La Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II” aveva stimato già prima della pandemia almeno 2 milioni di famiglie con debiti non rifondibili a condizioni ordinarie. Nel 2020 le 32 Fondazioni Antiusura aderenti alla Consulta hanno incontrato 5.065 persone famiglie. In 663 casi, sono state erogate garanzie con i soli fondi messi a disposizione dallo Stato, per un importo pari a 17 milioni 261.362 euro.
IL REDDITO DI CITTADINANZA (RDC)
Ha supportato 3,7 milioni di persone nel corso del 2020 a livello nazionale, uno su cinque (19,9%) fra coloro che si sono rivolti ai centri e servizi Caritas nel 2020 e più della metà (55%) dei beneficiari di una indagine sui beneficiari Caritas monitorati dal 2019 (pre-pandemia) al 2021. Tra gli italiani utenti dei centri Caritas l’incidenza dei percettori sale al 30,1%, scende invece al 9,1% tra gli assistiti stranieri. Nelle regioni del Mezzogiorno l’incidenza di chi percepisce la misura è molto più elevata (pari al 48,3%), rispetto alle regioni del Nord (23,4%) e del Centro (8,5%).
UNA AGENDA CARITAS PER IL RIORDINO DEL RDC
A due anni dall’introduzione la Caritas avanza una serie di proposte per il riordino del RdC, tra le quali: migliorare la capacità di intercettare la povertà assoluta; prevedere un pacchetto complessivo di interventi per ampliare o restringere alcuni criteri di accesso; migliorare e rafforzare i servizi e le azioni per l’inserimento lavorativo e per l’inclusione sociale.
GLI EFFETTI DELLA PANDEMIA SUL TURISMO
Il Rapporto contiene anche uno studio sugli effetti della pandemia nel settore turistico, con focus su 4 aree di interesse turistico: Assisi, Ischia, Riva del Garda e Venezia. L’Organizzazione mondiale del turismo ha stimato per il 2020 perdite economiche nel comparto che toccano i 1.100 miliardi di euro. In Italia, Assoturismo ha stimato una perdita di quasi 84 milioni di pernottamenti di turisti italiani e 157,1 milioni di turisti stranieri, con un calo degli arrivi di quasi il 62%. Le statistiche ufficiali sulla povertà dimostrano come con la pandemia ci sia allontanati rispetto a molti degli obiettivi dell’Agenda 2030 di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite nell’ambito del contrasto alla povertà: solo in Italia si contano oltre 1 milione di poveri assoluti in più rispetto al pre-pandemia, arrivando al valore record di persone in stato di povertà assoluta, 5,6 milioni (pari a 2milioni di nuclei familiari). L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Mezzogiorno (9,4%), anche se la crescita più ampia, registrata da un anno all’altro, si colloca nelle regioni del Nord (dal 5,8% al 7,6%). Negli ultimi dodici mesi si rafforza lo svantaggio di minori e giovani under 34. Oggi si contano 1 milione 337mila minori che non hanno l’indispensabile per condurre una vita quotidiana dignitosa. Complessivamente gli studenti che non hanno partecipato alle video-lezioni risultano quasi 600 mila, pari all’8% degli iscritti, con un minimo di esclusi nelle regioni del Centro (5%) e valori più elevati (9%) nel Mezzogiorno.
LUCI E OMBRE CHE CI ATTENDONO
Secondo il rapporto in questa fase di scenario economico-finanziario emergono luci e ombre. In Italia la ripresa del mercato del lavoro è soprattutto nei settori dei servizi. Aumentano sia gli occupati (+ 2,3% sul secondo trimestre 2020), sia i disoccupati (+27%). Aumentano le ore lavorate e diminuisce l’incidenza della Cassa integrazione. Il tasso dei posti vacanti nelle imprese è pari all’1,8% degli occupati, il livello più alto dal 2016. Dopo cinque trimestri consecutivi di crescita il numero degli inattivi si riduce, scendendo a 13.494 mila nella fascia dai 15 ai 64 anni. Purtroppo, il tasso di inattività continua a rimanere tra i più alti nell’Ue. Nel primo trimestre 2021 l’indebitamento delle famiglie per spese ipotecarie è aumentato, raggiungendo il 65,1% del reddito disponibile.
Maggiori informazioni e il Rapporto in versione integrale su www.caritas.it
Approfondimenti sulla povertà e su molte altre tematiche anche sul nuovo sito www.italiacaritas.it
La sintesi del Rapporto
fonte: Caritas, PortaLecce


